“Cristo, la Roccia che disseta!”

Culto di Domenica 18 Marzo 2018 – “Cristo, la Roccia che disseta!”

LA PAROLA

Numeri 20: 1-13
1 Or tutta la comunità dei figli d’Israele arrivò al deserto di Sin il primo mese, e il popolo si fermò a Cades. Là morì e fu sepolta Maria.
2 Non c’era acqua per la comunità; perciò ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aaronne. 3 Il popolo si mise a contestare Mosè, e disse: «Fossimo pur morti quando morirono i nostri fratelli davanti al SIGNORE! 4 Perché avete condotto l’assemblea del SIGNORE in questo deserto per morire qui noi e il nostro bestiame? 5 Perché ci avete fatti salire dall’Egitto per condurci in questo luogo detestabile? Non è un luogo dove si possa seminare; non ci sono fichi, né vigne, né melograni e non c’è acqua da bere».
6 Allora Mosè e Aaronne si allontanarono dall’assemblea per recarsi all’ingresso della tenda di convegno; si prostrarono con la faccia a terra, e la gloria del SIGNORE apparve loro.
7 Il SIGNORE disse a Mosè: 8 «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aaronne convocate la comunità e parlate a quella roccia, in loro presenza, ed essa darà la sua acqua; tu farai sgorgare per loro acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame». 9 Mosè dunque prese il bastone che era davanti al SIGNORE, come il SIGNORE gli aveva comandato. 10 Mosè e Aaronne convocarono l’assemblea di fronte alla roccia, e Mosè disse loro: «Ora ascoltate, o ribelli; faremo uscire per voi acqua da questa roccia?» 11 E Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il suo bastone due volte, e ne uscì acqua in abbondanza; e la comunità e il suo bestiame bevvero.
12 Poi il SIGNORE disse a Mosè e ad Aaronne: «Siccome non avete avuto fiducia in me per dare gloria al mio santo nome agli occhi dei figli d’Israele, voi non condurrete questa assemblea nel paese che io le do».
13 Queste sono le acque di Meriba dove i figli d’Israele contestarono il SIGNORE, che si fece riconoscere come il Santo in mezzo a loro.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Il popolo d’Israele era ormai alle porte di Canan, la terra promessa.
Come spesso avvenne durante il cammino anche in questa occasione non ebbe fiducia in Dio e, nel bel mezzo dell’aridità del deserto, se la presero con Lui. Israele aveva piena conoscenza di cosa volesse dire essere nel deserto ma sapeva anche che Dio era in grado di far sgorgare acqua dalla roccia (Esodo 17).
Dio riprova la fedeltà del Suo popolo che, per tutta risposta, si adirò con Mose ed Aronne; pur di poter contestare Dio e non seguire la Sua via avrebbero infatti preferito rimanere in Egitto da schiavi!
Non accettarono il fatto di dover passare in mezzo al deserto se pur esso sarebbe stato solo di transito.

Noi oggi siamo pellegrini in mezzo al deserto del mondo, siamo in viaggio verso la Canan celeste e quando attraversiamo il momento d’aridità non dobbiamo prendercela con Dio ma dobbiamo appoggiarci esclusivamente sulla roccia di Cristo per andare oltre la mancanza di sentimenti e di spiritualità di ciò che ci circonda.
Solo una strada è quella giusta, solo un pozzo fornisce l’acqua limpida che disseta la nostra anima … Gesù!
Egli desidera che noi gli parliamo, del resto lo abbiamo già percosso una volta per tutte con i nostri peccati!
Mosè in quest’occasione non ha avuto piena fiducia in Dio e percosse la roccia invece di parlarle, uscirà comunque l’acqua che disseterà il popolo ma essa sarà un refrigerio temporaneo, sappiamo infatti quanto fu lungo il cammino per poter raggiungere Canan e tutto ciò a cagione del peccato! (1 Corinzi 10: 1-5)

Il lamentarsi con Dio esprime una mancanza di fiducia nonostante siamo ben consci che il deserto è una tappa obbligatoria per un vero cristiano, del resto se avessimo tutto ciò che vorremmo non ci appoggeremmo più su Cristo
Impariamo a PARLARE con Dio anche nei momenti di difficoltà ed Egli saprà come dissetarci.
Stiamo attenti a non andare a cercare acqua nei luoghi sbagliati perché il rischio di “allungare il percorso” verso Canan è davvero molto alto e non accontentiamoci di un’acqua che ci disseta solo temporaneamente ma bramiamo quell’acqua che riempie nel continuo la nostra anima.

Gli apostoli trovarono aridità in famiglia, negli amici, nei falsi fratelli e in diversi luoghi dove andarono ma anche in quei momenti bevvero dalla giusta Roccia dando gloria a Dio.
Perchè ti lamenti? perché non prendi fiducia in Lui? Sappi che Dio non ci addita mai ma desidera che ci sia un vero e proprio dialogo.
VAI E PARLA ALLA ROCCIA, vedrai che l’acqua scaturirà e la benedizione scenderà traboccante sulla tua vita, parliamo con Gesù e il cielo si aprirà come avvenne per Stefano davanti alla lapidazione, nonostante stesse per morire sa che è nel deserto più assoluto ma ha la fede necessaria per parlare con Gesù, è infatti ripieno di acqua viva e riesce a benedire e perdonare anche chi, in quel momento, lo sta uccidendo (Atti 7: 51-60).
Dio vuole credenti maturi, adulti, che sanno glorificarLo sempre indipendentemente dalla situazione, siamo infatti noi che dobbiamo portare acqua in questo mondo e non il contrario. Prima senza Gesù riempivamo i nostri sacchi vuoti con le cose del mondo ma ora dobbiamo prendere noi dei sacchi vuoti, riempirli di ciò che Gesù ci dona e portarli a chi ne ha necessità.
Quando il nostro cuore è pieno delle cose di Dio non c’è più posto per andare a prendere ciò che è del mondo.

Non percuotiamo più Cristo e accettiamo per fede che, ciò che ci sta capitando, coopererà di per certo alla nostra vita e a quella di chi ci sta intorno.

Dio ci benedica!