“Rifugiati in Gesù”

Culto di Domenica 10 Settembre 2017 – “Rifugiati in Gesù”

LA PAROLA

Giovanni 10: 22-39
Gesù afferma la sua divinità
22 In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno, 23 e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. 24 I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: «Fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente».
25 Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non lo credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me; 26 ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore. 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 30 Io e il Padre siamo uno». 31 I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. 32 Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?» 33 I Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34 Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge: “Io ho detto: voi siete dèi”?
35 Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), 36 come mai a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? 37 Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; 38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre». 39 Essi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani.

IL CULTO

IL MESSAGGIO

Gesù si era presentato come Cristo, il figlio di Dio dimostrandone tutta la gloria attraverso opere potenti e ben visibili ma, nonostante tutto, i Giudei non credevano.
Dio può compiere qualunque miracolo, può aprire ancora oggi il mare, può spostare le montagne, far scaturire acqua dalla roccia, guarire, liberare e resuscitare i morti ma, se l’uomo non vuole credere, non c’è null’altro che si possa fare (Luca 16: 31).
Dio ci ha concesso il dono della fede attraverso la quale abbiamo potuto riconoscere in Gesù il Cristo; in particolar modo ha voluto dare a ciascuno di noi una ben determinata misura di fede che ci ha permesso di realizzare il dono della vita eterna.
La Parola di Dio è sempre vera, anche se viviamo nelle difficoltà e il mare intorno a noi è tempestoso (Marco 4: 35-41) la fede, essendo forte, deve essere sempre presente. Purtroppo però non è sempre cosi, capita infatti che nella prova non facciamo più nostra la Parola di Dio pur sapendo che egli NON PUO’ MENTIRE.

Nel verso 18 Gesù non fa riferimento a qualcosa di materiale, ma solo ed esclusivamente alla vita eterna; infatti, Egli ci ha già avvisati che nel mondo avremo tribolazioni, saremo accusati, disprezzati e oppressi ma ci ricorda, ancora oggi, che Egli ha vinto il mondo (Giovanni 16: 33) e che noi siamo più che vincitori in Colui che ci ha amati (Romani 8: 37)!
Nessuno può rapire una pecora dalla mano del Signore, dobbiamo quindi prendere la decisione di non prostrarci davanti ai problemi ben consci che, se anche Dio non dovesse intervenire, resteremo gioiosi perché la vita eterna è per sempre!
Non distogliamo il nostro sguardo dall’obiettivo primario per non far venir meno la fede, viviamo il quotidiano stando aggrappati a Gesù, il nostro buon Pastore; la vita terrena, per quanto problematica possa essere, prima o poi passerà, siamo quindi chiamati ad avere una fede assoluta in Dio sapendo che, se saremo afflitti a causa dell’amore che proviamo per Gesù, che ci spinge inevitabilmente a fare la Sua volontà, non potremo che dare a Lui la gloria!
Non affatichiamoci per realizzare ciò che è materiale in questo mondo, ma sforziamoci di cercare di più il Signore ed Egli di per certo ci fornirà tutto ciò che ci necessità per vivere (vedere la promessa che Dio fece a Baruc in Geremia 45: 1-5).

Oggi Dio ci ricorda un’altra bellissima verità, Egli non ci giudica ma ci ama cosi come siamo; sapeva sin dal nostro primo giorno di vita che saremmo caduti nel continuo anche dopo aver accettato Gesù come nostro Salvatore ma, nonostante tutto il Suo amore, per noi rimane immutabile ed è quest’amore che deve ogni giorno darci la forza per rialzarci e star ancora di più vicino a Lui.
Saremo tutti provati e molto spesso saranno prove condivise con altri credenti ma non temere, Dio non permetterà che la tua barchi affondi, la tirerà su e tu non perirai.
Nessuno può intaccare la nostra comunione con il Signore e la fiducia che il Lui solo riponiamo, è il principale obiettivo di Satana che in ogni caso non potrà togliere una sola pecora dalle mani di Dio.
La vita eterna in Cristo Gesù ci pone di fronte ad un’altra bellissima verità, noi non moriremo MAI (Giovanni 11: 25-26 / Giovanni 3: 16), affronteremo il passaggio dalla vita terrena alla vita eterna ma, in quanto nati di nuovo, non proveremo la morte intesa come distaccamento da Dio. La fede che riponiamo in Lui inevitabilmente ci legherà a Dio stesso e a coloro che Lo amano, non con il mondo con cui avremo contrasti e visioni differenti dovute al fatto che i nostri occhi sono stati ben aperti dal Signore; non aspettiamoci molto da chi non ha ancora ricevuto nel proprio cuore la grazia di Dio, forse riusciremo ad attirarli a Lui, ma stiamo attenti a non essere noi attirati dal mondo: il confine può essere estremamente sottile!
Continuiamo a servire il Signore guidati dalla Sua Parola (2 Corinzi 6: 3-10) e saremo al sicuro nelle Sue mani come un bambino nelle mani di un genitore. Non fermiamoci a pensare a ciò che non siamo per Dio, se siamo degni o meno, se pecchiamo troppo, se siamo mancanti nel servizio, ma concentriamoci invece su ciò che siamo per Lui, pecore preziose che non periranno MAI!

Forza fratello e forza sorella, benediciamo ricolmi di gioia il nostro Dio per la vita eterna in Cristo Gesù e non pieghiamo le nostra ginocchia sfiancati dai problemi, ma piuttosto pieghiamole per lodare il nome del Signore!

Dio ci benedica!