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Culto di Domenica 29 Aprile 2018

Culto di Domenica 29 Aprile 2018

1 Samuele 18:1-9
Amicizia di Gionatan per Davide
1 Appena Davide ebbe finito di parlare con Saul, Gionatan si sentì nell’animo legato a Davide, e Gionatan l’amò come l’anima sua. 2 Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più che egli ritornasse a casa di suo padre. 3 Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l’anima propria. 4 Perciò Gionatan si tolse di dosso il mantello e lo diede a Davide; e così fece delle sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura.
Saul tenta di uccidere Davide
5 Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandava. Saul lo mise a capo della gente di guerra ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servitori di Saul.
6 All’arrivo dell’esercito, quando Davide ritornava dopo aver ucciso il Filisteo, le donne uscirono da tutte le città d’Israele incontro al re Saul, cantando e danzando al suono dei timpani e dei triangoli e alzando grida di gioia; 7 le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano:
«Saul ha ucciso i suoi mille,
e Davide i suoi diecimila».
8 Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero e disse: «Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille! Non gli manca altro che il regno!» 9 E Saul, da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio.

Culto di Martedì 24 Aprile 2018

Culto di Martedì 24 Aprile 2018

Colossesi 1: 13-23
Il primato di Cristo
13 Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. 14 In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. 15 Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; 16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. 19 Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza 20 e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.
21 E voi, che un tempo eravate estranei e nemici a causa dei vostri pensieri e delle vostre opere malvagie, 22 ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili, 23 se appunto perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo, sono diventato servitore.

“In volo come le aquile!”

Culto di Domenica 22 Aprile 2018 – “In volo come le aquile!”

LA PAROLA

Isaia 40: 27-31
27 Perché dici tu, Giacobbe,
e perché parli così, Israele:
«La mia via è occulta al SIGNORE
e al mio diritto non bada il mio Dio?»
28 Non lo sai tu? Non l’hai mai udito?
Il SIGNORE è Dio eterno,
il creatore degli estremi confini della terra;
egli non si affatica e non si stanca;
la sua intelligenza è imperscrutabile.
29 Egli dà forza allo stanco
e accresce il vigore a colui che è spossato.
30 I giovani si affaticano e si stancano;
i più forti vacillano e cadono;
31 ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze,
si alzano a volo come aquile,
corrono e non si stancano,
camminano e non si affaticano.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Dio si rivolge all’uomo che ancora non lo ha accettato, Giacobbe, e al Suo popolo amato, Israele.
Cosa li accomuna? Il fatto che entrambi si lamentano di Dio e non lo ascoltano (Isaia 40: 27-31).
Quante volte ci siamo lamentati piuttosto che affidarci a Dio? Quante volte durante la tempesta ci scagliamo contro di lui e contro tutto ciò che ci circonda. Perché non mi esaudisci Signore? Non dovrei ottenere tutto ciò che desidero nel Tuo nome?
Certo, la bibbia ci insegna che tutto ciò che chiederemo nel nome di Gesù ci verrà concesso MA ad una condizione, che ci crediamo con tutte le nostre forze, sperando anche contro speranza, e riponendo in Gesù tutta la nostra fiducia!

Dio è eterno e non saremo mai in grado di muoverGli contro una critica o darGli un suggerimento, la Sua è un’intelligenza infinita e imperscrutabile; i Suoi pensieri vanno molto al di là dei nostri per cui, piuttosto che lamentarci del come Dio sta agendo in una determinata circostanza, fermiamoci a benedirLo, lordarLo e ringraziarLo nel continuo per ogni cosa che fa per noi.

Egli è Colui che ancora oggi ci forma (Isaia 43: 1) e lo fa attraverso una serie di circostanze da cui noi vorremmo spesso scappare; ci sono battaglie che devono essere necessariamente affrontate dal popolo di Dio, non possiamo più tornare indietro dobbiamo piuttosto seguire la strada che Dio ha già preparato per noi.
Forse siamo senza forze, stremati ma Egli è in grado di rimetterci in sesto riempendoci di un nuovo vigore.

Perché si fa riferimento alle aquile nell’ambito di Dio? perché possiede alcune caratteristiche davvero speciali:
– Quando c’è una tempesta l’aquila non va a cercare riparo ma va controcorrente e si alza in volo, domina il vento a sfavore e la supera andando OLTRE la coltre di nubi, non ha paura.
– Prende qualcosa del suo, le penne più morbide che possiede, per poter costruire un comodo alloggio ai suoi piccoli, si sacrifica.
– Quando deve insegnare ai suoi piccoli a volare li lancia giù dal nido ma è sempre vigile e pronta a recuperarli se qualcosa va storto, in sostanza li prova (Deuteronomio 32:11).
– Quando, dopo anni, il suo becco versa in gravi condizioni fa in modo di disintegrarlo del tutto affinché ne possa nascere uno nuovo, in sostanza “ringiovanisce”

E’ bello considerare che solo chi si affida con tutto il proprio cuore a Dio potrà gridare ad alta voce che egli sta volando in alto come le aquile.
Abbiamo davvero poco da temere, Dio provvede sempre in ogni situazione nel modo più giusto possibile.
La prova per quanto dura possa essere sarà soltanto un trampolino di lancio verso una nuova benedizione e di per certo non cadremo perché Dio è e sarà sempre con noi.
Forse siamo in attesa che Dio esaudisca una nostra preghiera … è nella Sua volontà? Allora di per certo la esaudirà al momento giusto, ci dobbiamo credere con tutte le nostre forze. Egli infatti non ha riguardi personali e ci ama tutti in egual modo.

Coraggio! Dio ci sta chiamando ad essere quella parte di Israele che lotta e non si abbatte, non si lamenta e soprattutto confida nel proprio generale, DIO.

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 10 Aprile 2018

Culto di Martedì 10 Aprile 2018

Genesi 6: 1-10
Corruzione del genere umano
(Es 34:15-16; 2Co 6:14-18)(Sl 14:1-4; Ro 3:10-18)
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, 2 avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. 3 Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».
4 In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.
5 Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. 6 Il SIGNORE si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. 7 E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti».
8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE.
9 Questa è la posterità di Noè.
Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio.
10 Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet.

Culto di Martedi 03 Aprile 2018 – «Il SIGNORE è giusto»

Culto di Martedì 03 Aprile 2018 – «Il SIGNORE è giusto»

2 Cronache 12: 1-15
1 Quando Roboamo fu ben stabilito e fortificato nel regno, egli, e tutto Israele con lui, abbandonò la legge del SIGNORE.
2 Il quinto anno del regno di Roboamo, Sisac, re d’Egitto, salì contro Gerusalemme, perch’essi erano stati infedeli al SIGNORE. 3 Egli aveva milleduecento carri e sessantamila cavalieri; con lui venne dall’Egitto un popolo innumerevole di Libi, di Succhei e di Etiopi. 4 S’impadronì delle città fortificate che appartenevano a Giuda, e giunse fino a Gerusalemme.
5 Il profeta Semaia si recò da Roboamo e dai capi di Giuda, che si erano raccolti a Gerusalemme all’avvicinarsi di Sisac, e disse loro: «Così dice il SIGNORE: “Voi avete abbandonato me, quindi anch’io ho abbandonato voi nelle mani di Sisac”». 6 Allora i prìncipi d’Israele e il re si umiliarono, e dissero: «Il SIGNORE è giusto». 7 Quando il SIGNORE vide che si erano umiliati, la parola del SIGNORE fu così rivolta a Semaia: «Essi si sono umiliati; io non li distruggerò, ma concederò loro fra poco un mezzo di scampo, e la mia ira non si rovescerà su Gerusalemme per mezzo di Sisac. 8 Tuttavia gli saranno soggetti, e impareranno la differenza che c’è tra il servire me e il servire i regni degli altri paesi».
9 Sisac, re d’Egitto, salì dunque contro Gerusalemme, e portò via i tesori della casa del SIGNORE e i tesori del palazzo del re; portò via ogni cosa; prese pure gli scudi d’oro che Salomone aveva fatti. 10 Il re Roboamo li sostituì con degli scudi di bronzo, e li affidò ai capitani della guardia che custodiva la porta del palazzo del re. 11 Ogni volta che il re entrava nella casa del SIGNORE, quelli della guardia venivano, e li portavano; poi li riportavano nella sala della guardia.
12 Così, perché egli si era umiliato, il SIGNORE allontanò da lui la sua ira, e non volle distruggerlo del tutto. Inoltre c’erano ancora delle cose buone in Giuda.
13 Il re Roboamo dunque si consolidò a Gerusalemme, e continuò a regnare. Aveva quarantun anni quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni a Gerusalemme, la città che il SIGNORE si era scelta fra tutte le tribù d’Israele, per stabilirvi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l’Ammonita. 14 Ed egli fece il male, perché non applicò il suo cuore alla ricerca del SIGNORE.
15 Le azioni di Roboamo, le prime e le ultime, sono scritte nelle storie del profeta Semaia e d’Iddo, il veggente, nei registri genealogici.
Vi fu guerra continua fra Roboamo e Geroboamo.

“Ma a voi che ascoltate, io dico.”

Culto di Domenica 02 Aprile 2018 – “Ma a voi che ascoltate, io dico.”

LA PAROLA

Luca 6: 27-36
27 Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano; 28 benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano. 29 A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. 30 Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare. 31 E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro. 32 Se amate quelli che vi amano, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33 E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a quelli dai quali sperate di ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto. 35 Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. 36 Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Il Signore parla, ma non tutti sono disposti ad ascoltare, si può quindi dire che Egli parla unicamente a coloro che lo ascoltano.

Parla attraverso la Sua Parola, attraverso gli eventi intorno a noi e anche attraverso i silenzi.

Specialmente durante gli eventi è più difficile restare fedeli al Signore, ma non dimentichiamoci che un vero credente sa scorgere la voce di Dio anche nella tempesta e nei periodi più duri della propria vita.
Anche quando le prove sono frutto del nostro peccato il Signore rimane fedele, le permette, ma ci fornisce anche la strada per riportarci nella grazia.

La voce del Signore si può accettare, come fecero grandi uomini di Dio (vedi Samuele, Mosè, Davide, Giuseppe) o rifiutare in quanto è un “parlare troppo duro” come fecero gli apostoli (Giovanni 6:60) o il popolo d’Israele in mezzo al deserto nonostante avessero visto più volte la potenza di Dio all’opera.

Il credente deve essere sempre in guardia contro un grave pericolo: non recepire più il parlare di Dio.
Quando non si riesce più ad assimilare la Parola di Dio o quando non si riesce più a tornare ai piedi della croce a seguito del peccato vuol dire che non lasciamo più agire lo Spirito Santo che svolge, per entrambe le azioni, un ruolo fondamentale.

Ascoltare vuol dire letteralmente udire con attenzione, porgere l’orecchio, essere attento e soprattutto mettere in pratica; in sostanza siamo chiamati ad essere facitori e non solo uditori! (Giacomo 1: 22-25)
Potremmo conoscere tutta la Bibbia a memoria, ma se non la mettessimo in pratica, non gioverebbe a niente.

Uno dei passi da compiere per poter aprire le nostre “orecchie spirituali” all’ascolto di Dio è eliminare ogni tipologia di intoppo quali il peccato, i sentimenti sbagliati, le giustificazioni e le accuse nei confronti del Signore quando le cose non vanno come vorremmo.

Dio non smette mai di parlare e incoraggiare il Suo popolo (Salmi 50:7), ha sempre avuto la Sua chiesa e ha sempre continuato a parlare; sarà così fino al ritorno di Gesù!

Siamo chiamati ad ascoltare il Signore anche quando ci porge insegnamenti e ci ammonisce, in quanto ogni Suo parlare è conforme alla Parola e non possiamo cambiarla a seconda delle nostre necessità.
Non dobbiamo essere bambini, ma adulti. Non dimentichiamoci che Dio ci sta costruendo giorno dopo giorno; lasciamoLo operare umiliandoci sotto la Sua potente mano, anche le prove fanno parte della vita del credente.

Dio sa ascoltare ogni nostra sillaba, ogni nostro sentimento più nascosto.

Ciò che ci rende ricchi è la presenza di Gesù e ciò arriva dal saper ascoltare Dio in tutti gli aspetti con cui Egli parla.
Siamo piccole pietre viventi inserite nel tempio di Dio, senza covare in noi il desiderio di essere superiori agli altri; la grande pietra angolare è e resterà in eterno Gesù Cristo.

Non lamentiamoci né prendiamocela con Dio, ma rallegriamoci, non perseguitiamo gli altri, non malediciamo chi ci fa male, bensì benediciamolo, amiamo il prossimo stando in pace e non in guerra, non sentiamoci più giusti e più santi degli altri perché Dio non ha riguardi personali e quando perdona il peccato lo CANCELLA definitivamente.
Se ci sentiamo giudici, Dio giudicherà noi …

Oggi esaminiamo noi stessi e, se ci sentiamo con un orecchio lontano dal Signore, predisponiamoci ad ascoltarlo con un cuore ben aperto e di per certo, in qualunque circostanza, potremo udire la Sua meravigliosa voce.

Dio ci benedica!