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Culto Martedi 30 Maggio 2017 – PRIMA, SEMPRE e al CENTRO Gesù

Culto Martedi 30 Maggio 2017 – PRIMA, SEMPRE e al CENTRO Gesù

Esodo 32: 1-6
Il vitello d’oro
1 Il popolo vide che Mosè tardava a scendere dal monte; allora si radunò intorno ad Aaronne e gli disse: «Facci un dio che vada davanti a noi; poiché quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che fine abbia fatto». 2 E Aaronne rispose loro: «Staccate gli anelli d’oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e delle vostre figlie, e portatemeli». 3 E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d’oro e li portò ad Aaronne. 4 Egli li prese dalle loro mani e, dopo aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero: «O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!» 5 Quando Aaronne vide questo, costruì un altare davanti al vitello ed esclamò: «Domani sarà festa in onore del SIGNORE!» 6 L’indomani, si alzarono di buon’ora, offrirono olocausti e portarono dei sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi.

Culto Domenica 28 Maggio 2017 – Lascia entrare Gesù nel tuo deserto

Culto Domenica 28 Maggio 2017 – Lascia entrare Gesù nel tuo deserto

1Re 17: 8-16
Elia a Sarepta
8 Allora la parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini: 9 «Àlzati, va’ ad abitare a Sarepta dei Sidoni; io ho ordinato a una vedova di laggiù che ti dia da mangiare». 10 Egli dunque si alzò, e andò a Sarepta; e, quando giunse alla porta della città, c’era una donna vedova, che raccoglieva legna. Egli la chiamò, e le disse: «Ti prego, vammi a cercare un po’ d’acqua in un vaso, affinché io beva». 11 E mentre lei andava a prenderla, egli le gridò dietro: «Portami, ti prego, anche un pezzo di pane». 12 Lei rispose: «Com’è vero che vive il SIGNORE, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po’ d’olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo». 13 Elia le disse: «Non temere; va’ e fa’ come hai detto; ma fanne prima una piccola focaccia per me, e portamela; poi ne farai per te e per tuo figlio. 14 Infatti così dice il SIGNORE, Dio d’Israele: “La farina nel vaso non si esaurirà e l’olio nel vasetto non calerà, fino al giorno che il SIGNORE manderà la pioggia sulla terra”». 15 Quella andò e fece come Elia le aveva detto; lei, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo. 16 La farina nel vaso non si esaurì, e l’olio nel vasetto non calò, secondo la parola che il SIGNORE aveva pronunciata per bocca d’Elia.

Culto Martedì 23 Maggio 2017 – La Chiesa di Dio è forte

Culto Martedì 23 Maggio 2017 – La Chiesa di Dio è forte

Atti 2: 37-47
Le prime conversioni
37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»
38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». 40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».
41 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.
42 Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. 43 Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. 44 Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45 vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.

Culto di Domenica 21 Maggio 2017 – Riprendi l’identità che Gesù ti ha dato

Culto di Domenica 21 Maggio 2017 – Riprendi l’identità che Gesù ti ha dato

Marco 15: 6-20
6 Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava. 7 Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. 8 La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. 9 E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» 10 Perché sapeva che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11 Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. 12 Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?» 13 Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» 14 Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!» 15 Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.
16 Allora i soldati lo condussero nel cortile interno, cioè dentro il pretorio, e radunarono tutta la coorte. 17 Lo vestirono di porpora e, dopo aver intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, 18 e cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» 19 E gli percotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, mettendosi in ginocchio, si prostravano davanti a lui. 20 Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora, lo rivestirono delle sue vesti e lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Culto Giovedi 18 Maggio 2017 – Dio trasforma il male in bene

Culto Giovedi 18 Maggio 2017 – Dio trasforma il male in bene

Genesi 50: 15-21
15 I fratelli di Giuseppe, quando videro che il loro padre era morto, dissero: «Chi sa se Giuseppe non ci porterà odio e non ci renderà tutto il male che gli abbiamo fatto?» 16 Perciò mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre, prima di morire, diede quest’ordine: 17 “Dite così a Giuseppe: Perdona ora ai tuoi fratelli il loro misfatto e il loro peccato; perché ti hanno fatto del male”. Ti prego, perdona dunque ora il misfatto dei servi del Dio di tuo padre!» Giuseppe, quando gli parlarono così, pianse. 18 I suoi fratelli vennero anch’essi, si inchinarono ai suoi piedi e dissero: «Ecco, siamo tuoi servi». 19 Giuseppe disse loro: «Non temete. Sono io forse al posto di Dio? 20 Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso. 21 Ora dunque non temete. Io provvederò al sostentamento per voi e i vostri figli». Così li confortò e parlò al loro cuore.

Culto di Martedi 16 Maggio 2017 – Servire Dio nella prigione

Culto di Martedi 16 Maggio 2017 – Servire Dio nella prigione

Atti 16: 16-34
Paolo e Sila in prigione
16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l’indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza». 18 Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli uscì in quell’istante.
19 I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità; 20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, 21 e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare». 22 La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. 23 E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. 24 Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi.

Conversione del carceriere di Filippi
25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. 27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

“Stendi la tua mano paralizzata”

Culto di Domenica 14 Maggio 2017 – “Stendi la tua mano paralizzata”

LA PAROLA

Matteo 12:9-13
Guarigione di un uomo dalla mano paralizzata; il giorno del sabato
9 Poi se ne andò, e giunse nella loro sinagoga 10 dove c’era un uomo che aveva una mano paralizzata. Allora essi, per poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: «È lecito fare guarigioni in giorno di sabato?» 11 Ed egli disse loro: «Chi è colui tra di voi che, avendo una pecora, se questa cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda e la tiri fuori? 12 Certo un uomo vale molto più di una pecora! È dunque lecito far del bene in giorno di sabato». 13 Allora disse a quell’uomo: «Stendi la tua mano». Ed egli la stese, e la mano divenne sana come l’altra.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Oggigiorno quanti sono pronti a puntare il dito verso qualcuno? Spesso tutti attendono un nostro errore per poterci giudicare, additare e criticare. Anche i farisei, quel sabato, erano pronti a fare la stessa cosa con Gesù. Nella legge di Mosè, nell’Antico Testamento, il sabato era un giorno sacro dedicato al completo riposo … e i farisei lo sapevano molto bene. Ma con l’arrivo di Gesù, la Sua morte e la Sua risurrezione la legge è stata completamente sostituita dalla grazia e Gesù è diventato l’unico vero riposo. L’uomo nella sinagoga, con la mano paralizzata, aveva bisogno di guarigione e Gesù non era disposto ad attendere o a rimandare … voleva guarirlo in quel preciso momento! Infatti, la risposta di Gesù ai farisei accusatori, fu: «Chi è colui tra di voi che, avendo una pecora, se questa cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda e la tiri fuori? Certo un uomo vale molto più di una pecora! È dunque lecito far del bene in giorno di sabato» (Matteo, 12: 11-12). L’uomo paralitico allora, con fede e su invito di Gesù, stese la sua mano e fu guarita immediatamente diventando sana come l’altra.
Gesù vuole insegnarci che, ciò che viene dal Padre Celeste, deve essere preso OGGI stesso, non è necessario aspettare rimandando giorno dopo giorno il compimento della sua opera. A noi spetta il compito di credere con tutto il nostro cuore che Gesù può proprio OGGI compiere in noi un grande miracolo, una guarigione, una liberazione, un battesimo nello Spirito Santo. Del resto, prima che sia tu a volerlo, è Dio che vuole elargirti le Sue benedizioni. Se sei spiritualmente “paralizzato” potrai di per certo servire il Signore, MA sarà un servizio “limitato”.
Gesù invece vuole donarci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per servirlo completamente e con pieno zelo. C’è, però, bisogno di un atto di fede da parte nostra e cioè quello di stendere la propria mano e tenerla stesa fino a quando Dio non avrà operato del tutto. Forse è il peccato, il dubbio, la perplessità, gli affanni di questa vita che ti stanno tenendo lontano da quel miracolo tanto atteso. Gesù, però, vuole rassicurarti e ti dice: “OGGI, se odi la mia voce, non indurire il tuo cuore!” (Ebrei 3:15).
Per quanto tu possa essere sporco e immerso nel peccato Dio, è pronto a “sporcarsi le mani” per te, vuole lavarti completamente e donarti un vestito nuovo. Confessa il tuo peccato e rendilo ben visibile agli occhi di Gesù, ravvediti con vero pentimento. La tua fede dovrà respingere via ogni dubbio e ogni incertezza nel tuo cuore, non smettere di credere in ciò che hai chiesto e alimenta la fiamma della speranza. Ricordati che Dio non dona mai per merito o perfezione, ma solo ed esclusivamente per grazia.
Il nemico cercherà di per certo di accusarti di peccato ed è vero … siamo peccatori, MA il sangue di Gesù ci ha lavato da ogni peccato “squarciando la cortina” tra noi e Dio, GIUSTIFICANDOCI completamente!
Siamo amati da Dio perché siamo perfetti in Cristo! Nella scrittura non ci sono casi in cui Gesù ha rimandato indietro i bisognosi per operare in un secondo momento, ma, secondo la fede di ciascuno di loro, ha operato in quel preciso istante. La conferma la possiamo leggere in Giovanni 6: 37 in cui Gesù afferma che “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori;“

Potremmo ottenere TUTTO ciò di cui abbiamo bisogno proprio OGGI se soltanto ci accostassimo a Dio con fede … allora cosa stiamo aspettando?
Forza, la mensa è aperta e la tavola è apparecchiata, avviciniamoci e gustiamo la bontà di Dio!
Dio ci benedica!

Culto Martedì 9 Maggio 2017 – Quanto a me, volgerò lo sguardo al Signore

Culto Martedì 9 Maggio 2017 – Quanto a me, volgerò lo sguardo al Signore

Michea 7: 1-10
1 Ahimè! io mi trovo come dopo la raccolta dei frutti,
come dopo la racimolatura, quando è finita la vendemmia;
non c’è più grappolo da mangiare;
io desidero invano un fico primaticcio.
2 L’uomo pio è scomparso dalla terra;
non c’è più gente retta fra gli uomini;
tutti stanno in agguato per spargere il sangue,
ognuno dà la caccia con la rete a suo fratello.
3 Le loro mani sono pronte al male, per farlo con ogni cura;
il principe ha delle pretese,
il giudice si lascia corrompere,
il potente manifesta la sua ingordigia
e ordiscono così le loro trame.
4 Il migliore di loro è simile a un rovo;
il più retto è peggiore di una siepe di spine.
Il giorno annunciato dalle tue sentinelle, il giorno della tua punizione viene;
allora saranno nella costernazione.
5 Non fidatevi del compagno,
non riponete fiducia nell’amico intimo;
sorveglia la porta della tua bocca
davanti a colei che riposa sul tuo petto.
6 Perché il figlio offende il padre,
la figlia insorge contro la madre,
la nuora contro la suocera
e i nemici di ciascuno sono quelli di casa sua.

Speranza e promessa per Israele
7 Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso il SIGNORE,
spererò nel Dio della mia salvezza;
il mio Dio mi ascolterà.
8 Non ti rallegrare per me, o mia nemica!
Se sono caduta, mi rialzerò;
se sto seduta nelle tenebre,
il SIGNORE è la mia luce.
9 Io sopporterò lo sdegno del SIGNORE,
perché ho peccato contro di lui,
finché egli difenda la mia causa e mi faccia giustizia;
egli mi condurrà fuori alla luce
e io contemplerò la sua giustizia.
10 Allora la mia nemica lo vedrà e sarà coperta di vergogna;
lei che mi diceva: «Dov’è il SIGNORE, il tuo Dio?»
I miei occhi la vedranno,
quando sarà calpestata come il fango delle strade.

“Prendi una decisione!”

Culto di Domenica 07 Maggio 2017 – “Prendi una decisione!”

LA PAROLA

Luca 19:1-10
Conversione di Zaccheo
1 Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. 2 Un uomo, di nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, 3 cercava di vedere chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. 4 Allora per vederlo, corse avanti, e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via. 5 Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua». 6 Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. 7 Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!» 8 Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo». 9 Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d’Abraamo; 10 perché il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto».

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Zaccheo era un capo dei pubblicani, molto ricco e che apparentemente aveva TUTTO.
Ben presto però si ritrovò ad essere vuoto e, sapendo che Gesù da lì a poco sarebbe passato a pochi passi da lui, desiderò vederlo con tutte le sue forze nonostante la grande folla intorno a lui e alla sua piccola statura.
Fu talmente tanto il desiderio del suo cuore che si arrampicò su un sicomoro per cercare di attirare l’attenzione di Gesù e, prima che potesse aprir bocca, fu Gesù ad accorgersi di lui e lo chiamò per nome invitandolo a scendere dall’albero affinché Egli potesse fermarsi in casa sua. Zaccheo CORSE da Gesù e con il cuore ricolmo di gioia si pentì di ogni sorta di peccato commesso promettendo di restituire ai poveri tutto ciò che egli illecitamente aveva rubato in passato.
Forse anche tu fino ad oggi hai creduto di avere tutto, ma a conti fatti hai capito che ti manca la vera felicità, una felicità che non può scaturire da ciò che è materiale, ma una felicità spirituale che nasce e giunge al tuo cuore direttamente da Dio mediante l’opera di Cristo sulla croce. Siamo peccatori e la nostra condanna è l’inferno ma stai tranquillo, Gesù ha già pagato per ognuno di noi, si … anche per te! Non devi far altro che accettare questo grande miracolo nella tua vita, ravvederti dal peccato e gioire per la salvezza.
Non mancheranno le avversità, le folle e la “piccola statura” faranno il possibile per allontanarti da Dio, ma con la perseveranza riuscirai con gli occhi della fede a scorgere Gesù per invitarlo nel tuo cuore, Egli non vede l’ora … è lì che ti aspetta, proprio lì accanto a te.
Decidi OGGI stesso da che parte vuoi stare, quale posizione prendere e lascia tutto nelle mani di Dio, che è pronto ad accoglierti tra le Sue braccia amorose e a cambiare la tua condizione di vita, prima di tutto spirituale ma anche materiale secondo la Sua perfetta volontà.
OGGI la salvezza può entrare nella tua casa se solo apri il tuo cuore, Gesù è morto per ognuno di noi, Egli è venuto qui in terra per salvare noi perduti versando il Suo prezioso sangue sulla croce.
Non focalizzare la tua attenzione sul mondo materiale, ma fissa lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta (Ebrei 12: 2) e potrai gustare il meraviglioso passaggio dalle tenebre di Satana alla luce perfetta di Dio.
Fermati un attimo e pensa a quante cose Dio ha già fatto per te nonostante la tua condizione di peccatore lontano da Cristo. Anche l’aria che respiri proprio in questo momento è un dono di Dio, tua moglie è un dono di Dio, tuo marito è un dono di Dio, i tuoi figli sono un dono di Dio, la tua salute è un dono di Dio … tutto proviene da Dio!
Il mondo non ha nulla da offrirti, anzi, è pronto a spogliarti da ogni valore e a tenerti lontano dalla vera gioia lasciandoti in una condizione di carestia spirituale perenne.
Ma non ti preoccupare, OGGI è il giorno della salvezza (2 Corinzi 6-2), il giorno in cui puoi prendere con fermezza una posizione e, se lo farai con tutto il tuo cuore, nessuno sarà in grado di smuoverti e toglierti ciò che Dio ha già preparato per te.
Dio ti sta aspettando, è alla porta e aspetta il tuo ritorno a Lui come il padre con il figlio prodigo. Ha già un vestito e dei calzari nuovi che ti aspettano tagliati su misura per te (Luca 15: 11-32).
E allora cosa aspetti? Apri il tuo cuore e lascia entrare Gesù!!

Dio sia lodato!

Culto di Martedì 2 Maggio 2017 – Prega per un grande risveglio

Culto di Martedì 2 Maggio 2017 – Prega per un grande risveglio

Neemia 1:1-4
Preghiera di Neemia per i figli d’Israele
1 Parole di Neemia, figlio di Acalia. «Nel mese di Chisleu del ventesimo anno, mentre mi trovavo nel castello di Susa, 2 Anani, un mio fratello, e alcuni altri uomini arrivarono da Giuda. Io li interrogai riguardo ai Giudei scampati, superstiti della deportazione, e riguardo a Gerusalemme. 3 E quelli mi risposero: “I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in gran miseria e nell’umiliazione; le mura di Gerusalemme restano in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco”. 4 Quando udii queste parole, mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza. Digiunai e pregai davanti al Dio del cielo.