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“Maria invece …”

Culto di Domenica 30 Luglio 2017 – “Maria invece …”

LA PAROLA

Giovanni 20: 11-18
Gesù appare a Maria Maddalena
11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto». 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: «Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò». 16 Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!» 17 Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». 18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Maria​,​INVECE, rispetto a Pietro e Giovanni, fece qualcosa di diverso; scelse di restare vicino al sepolcro a piangere. Da lì a breve sarà la prima persona a vedere Gesù risorto, un evento glorioso ed unico nella storia. La scelta non fu affatto facile e scontata, anzi fu molto coraggiosa considerando che andò contro corrente anche rispetto ai discepoli di Gesù.
Anche noi oggi siamo chiamati dal Signore a fare delle scelte “eccezionali”, diverse rispetto alle scelte di altri credenti; scelte individuali fatte con fede che ci porteranno a vedere qualcosa di speciale.
La comune adunanza è importante, una grandissima benedizione per ogni figlio di Dio ma il rapporto con il Signore è personale, un giorno infatti ci ritroveremo faccia a faccia con Dio singolarmente, uno per uno. Sono molteplici le esperienze che si fanno collettivamente insieme ad altri fratelli ed altre sorelle,​ ​ma ci sono alcune benedizioni che sono riservate al singolo individuo​.​
​Per poterne godere i frutti siamo chiamati a scegliere individualmente per Gesù guidati dall’amore e dalla passione nei Suoi confronti, a costo di andare contro corrente rispetto ad altri componenti della Chiesa di Cristo.
Cosi come Maria riconobbe Gesù dalla ​Sua voce, anche noi dobbiamo ascoltare e seguire la voce del nostro buon Pastore. A Maria verrà affidato un mandato importante e glorioso, quello di andare dai discepoli ad annunciare la Sua resurrezione. Che meravigliosa esperienza!
Sono diversi, all’interno della Parola, gli uomini di cui Dio si è usato per manifestare la Sua gloria e tutti hanno in comune il fatto di aver preso delle posizioni individuali nei confronti del proprio Signore. Ad esempio Daniele, prese in cuor suo la decisione di non contaminarsi con i cibi del re (Daniele 1:8) e trovò grazia e compassione agli occhi di Dio, fu grandemente amato.
Non importa se le nostre scelte non saranno condivise da altri componenti della Chiesa, non fa nulla se agli occhi del mondo sembreranno scelte dettate dalla follia, noi continuiamo ad andare avanti lungo la strada che Dio ha tracciato per noi. Non seguiamo la massa ma scegliamo PERSONALMENTE di seguire Gesù in ogni istante della nostra vita e di servirLo con tutte le nostre energie.
Davide non fu obbligato a scendere nella valle per abbattere Goliat, fu una sua scelta individuale; la sua vittoria sarà poi una grande benedizione anche per tutti gli altri componenti del popolo di Israele che decisero in cuor loro di seguire lo scontro a debita distanza.
Viviamo negli ultimi tempi e​,​ oggi più che mai​,​ è indispensabile che vengano prese delle decisioni individuali per Dio per non essere freddi​ o​ peggio ancora tiepidi​,​ ​bensì​ ferventi!
Satana sta cercando in tutti i modi di allontanare il credente da due solidi pilastri, la parola di Dio e la preghiera (Atti 6:4); anche la moltitudine dei servizi fatti per Dio o l’impegno per il sociale, se non preceduti dalla Parola di Dio e dalla preghiera, possono produrre effetti indesiderati all’interno del credente. Potrebbero minare il tempo da dedicare allo studio della Parola e alla comunione personale con il Signore.
C’è e ci deve essere un solo trono nel nostro cuore, quello destinato a Cristo Gesù!
Per far sì che Gesù rimanga al centro del nostro cuore dobbiamo meditare la Parola, comprenderla, viverla; a tutto ciò va aggiunta anche una massiccia dose di preghiera che ci consentirà di conoscere di più Dio, di scrutare a fondo noi stessi per comprendere di più i nostri limiti e quanto ancora abbiamo bisogno di restare ai piedi della croce.
Non facciamoci distrarre dal “contorno”​,​ ma puntiamo all’essenziale.
Quando leggiamo la Parola di Dio o quando preghiamo siamo stanchi? Non abbiamo voglia? Siamo distratti da altri pensieri? BENE! Vuol dire che siamo sulla giusta strada!
Nella preghiera ci sarà sempre da lottare, ma non dimentichiamoci che più grande è la battaglia più grande sarà la benedizione.
Ricordiamoci che Dio non fa distinzioni tra credenti, non desidera credenti di serie A e credenti di serie B​, ma vuole che tutti siano abbondantemente benedetti.
Siamo noi a limitare le Sue benedizioni seguendo la massa, per cui torniamo a Dio con tutte le nostre forze e scegliamo ogni giorno per Lui con l’obiettivo di “fare la differenza”!
E’ vero, spesso fare una scelta può sembrare rischioso; uscire dagli schemi e porsi in una condizione differente rispetto ad altri non sempre è facile … ma se è Gesù che ce lo consiglia possiamo stare certi che è la strada migliore e che la benedizione sarà di per certo pigiata e traboccante.

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 25 Luglio 2017 – “Il Signore viene incontro ai nostri limiti!”

Culto di Martedì 25 Luglio 2017 – “Il Signore viene incontro ai nostri limiti!”

Giovanni 11: 17-44

17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.
20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 21 Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» 27 Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo».
28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: «Il Maestro è qui, e ti chiama». 29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.
32 Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 34 «Dove l’avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»
35 Gesù pianse.
36 Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l’amava!» 37 Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?»
38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. 39 Gesù disse: «Togliete la pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno». 40 Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?» 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».

“Quante volte avrei voluto…”

Culto di Domenica 23 Luglio 2017 – “Quante volte avrei voluto…”

LA PAROLA

Matteo 23: 37-39
Il lamento di Gesù su Gerusalemme
37 «Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! 38 Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. 39 Infatti vi dico che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”»

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Nei versetti oggetto della meditazione di oggi possiamo leggere la tristezza di Gesù nei confronti di Gerusalemme che, nonostante avesse visto le Sue opere e avesse gustato i Suoi insegnamenti, continua a rifiutarLo.
Il desiderio di Gesù era quello di proteggere Gerusalemme come una chioccia fa con i pulcini, al sicuro sotto le proprie ali​,​ ma troppe volte questa protezione è stata rifiutata dal popolo. Oggi noi rappresentiamo la Gerusalemme spiriturale e Gesù è in mezzo a noi pronto per farci del bene e proteggerci​. ​T​a​​nt​e​ volte Egli ha avuto per noi questi buoni propositi​,​ ma noi abbiamo rifiutato.
Cosa ci può portare a rifiutare la benedizione di Dio?
Il mancato ascolto della Sua parola è certamente uno dei punti chiave, spesso ci intestardiamo e rifiutiamo volontariamente una parte della parola di Dio che a noi “fa scomodo” accettare, il nostro orgoglio ci spinge ad andare avanti per la nostra strada nonostante essa non sia la volontà del Signore (Numeri 22: 1-41).
Facendo ciò​,​ costringiamo​ noi stessi​ a vivere nell’ira, nella rabbia e lontani dalla gioia e dalla pace di Cristo.
Gesù è sempre buono, ma per gustare questa bontà dobbiamo fidarci completamente di lui, senza alcuna riserva.
Dobbiamo sforzarci di guardare ciò che ci circonda con gli occhi della fede e non con il nostro ​”​io​”​ carnale​.​ Satana ​infatti ​è astuto ​e​ ingannatore e cercherà sempre di distogliere il nostro sguardo da Cristo e dalla Sua parola; lui sa che se siamo perseveranti e ubbidienti alla parola .. Dio sarà con noi in ogni tempo.
Chi non vive il vangelo è sotto l’inganno del diavolo, imitiamo Cristo e Lui stesso trasformerà il male che c’è in noi in bene; Gesù, sulla croce, è riuscito a vincere il peggiore dei mali, la morte, attraverso il Suo immenso amore.
​Facciamo nostro il versetto 21 in Romani 12: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.”, siamo deboli con chi è debole e forte con chi è forte “armandoci” nella lotta della Santa Parola di Dio.
Giuseppe è ancora oggi una bellissima dimostrazione di come il bene può sconfiggere il male, il suo perdono nei confronti dei propri fratelli dimostra quanto sia grande la sua fiducia nel Signore e l’amore nei Suoi confronti (Genesi 45: 8).
Ricordiamoci che Gesù è il vincitore per eccellenza ed è più forte di colui che è nel mondo, impegniamoci a ricercare la perfezione e vivere nella pace affinché Dio possa essere sempre al nostro fianco (2 Corinzi 13: 11).
Vivendo il Vangelo giorno dopo giorno il nostro comportamento griderà e testimonierà di noi molto più delle parole, le persone vedranno il nostro comportamento, se ne compiaceranno e daranno indirettamente gloria al nostro Dio.
Dio è Colui che ci trasforma ​radicalmente, fa di noi delle creature completamente nuove come fece con Giacobbe a cui cambiò anche il nome rafforzando la trasformazione che aveva operato in lui (Genesi 32: 28)​.
​Egli, però​,​ non ci obbliga ad essere trasformati, siamo noi che dobbiamo lasciarci plasmare.
Appartiamoci a tu per tu con la parola di Dio e meditiamola in profondità per poter ricevere​,​ non solo consolazione​,​ ma anche esortazione​: i due ingredienti necessari per far si che la parola sia edificante in noi.
Mettiamo quindi da parte il nostro orgoglio e lasciamoci andare con piena fiducia per ricevere da Dio tutti i buoni sentimenti da poter donare agli altri, del resto noi possiamo donare solo ciò che abbiamo.
Restiamo alla presenza del Signore per “discutere” insieme a Lui e di per certo vedremo la Sua gloria manifestata in noi ​ed intorno a noi.
Signore TRASFORMACI!

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 18 Luglio 2017 – “Signore rivestici dei tuoi sentimenti”

Culto di Martedì 18 Luglio 2017 – “Signore rivestici dei tuoi sentimenti”

Filippesi 2: 1-11
Cristo, esempio di umiltà
1 Se dunque v’è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d’amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. 3 Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, 4 cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, 6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 7 ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. 9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Culto di Domenica 16 Luglio 2017 – Deponiamo le nostre vesti per imparare ad amare come Gesù

Culto di Domenica 16 Luglio 2017 – Deponiamo le nostre vesti per imparare ad amare come Gesù

Giovanni 13: 1-17
L’ultima cena; Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
1 Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
2 Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3 Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, 4 si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. 5 Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. 6 Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: «Tu, Signore, lavare i piedi a me?» 7 Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo». 8 Pietro gli disse: «Non mi laverai mai i piedi!» Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non hai parte alcuna con me». 9 E Simon Pietro: «Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!» 10 Gesù gli disse: «Chi è lavato tutto, non ha bisogno che di aver lavati i piedi; è purificato tutto quanto; e voi siete purificati, ma non tutti». 11 Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete netti».
12 Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io. 16 In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato. 17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate.

Culto di Martedì 11 Luglio 2017 – “Coraggio, alzati. Questa sera Gesù ti incoraggia e ti chiama”

Culto di Martedì 11 Luglio 2017 – “Coraggio, alzati. Questa sera Gesù ti incoraggia e ti chiama”

Marco 10: 46-52

Il cieco di Gerico
46 Giunsero così a Gerico. E come egli usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una grande folla, un certo figlio di Timeo, Bartimeo il cieco, sedeva lungo la strada mendicando. 47 Or avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 48 Molti lo sgridavano affinché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49 E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: «Fatti animo, alzati, egli ti chiama!». 50 Allora egli, gettando via il suo vestito, si alzò e venne a Gesù. 51 E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: «Che vuoi che io ti faccia?». Il cieco gli disse: «Rabboni, che io recuperi la vista!». 52 E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha guarito». E in quell’istante recuperò la vista e si mise a seguire Gesù per la via.

Culto di Domenica 09 Luglio 2017 – “Conosci la Via e cammina per essa”

Culto di Domenica 09 Luglio 2017 – “Conosci la Via e cammina per essa”

Isaia 30: 18-26

Dio farà ancora grazia al suo popolo
18 Perciò l’Eterno aspetterà per farvi grazia, poi egli sarà esaltato per aver avuto compassione di voi, perché l’Eterno è un DIO di giustizia. Beati tutti quelli che sperano in lui! 19 O popolo di Sion che abiti a Gerusalemme, tu non piangerai più. Egli ti farà certamente grazia, udendo la voce del tuo grido; appena udirà, ti risponderà. 20 Anche se il Signore vi darà il pane d’angoscia e l’acqua d’oppressione, tuttavia quelli che ti ammaestrano non dovranno più nascondersi, e i tuoi occhi vedranno i tuoi maestri. 21 Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una parola che dirà: «Questa è la via; camminate in essa!». 22 Considerate come impure le vostre immagini scolpite ricoperte d’argento e le vostre immagini di metallo fuso rivestite d’oro; le getterete via come una cosa impura, «Fuori!», direte loro. 23 Allora egli concederà la pioggia per il tuo seme che avrai seminato nel terreno, e il pane che il suolo produrrà sarà saporito e abbondante; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su vasti pascoli. 24 I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno foraggi salati, ventilati con la pala e il ventilabro. 25 Su ogni alto monte e su ogni colle elevato vi saranno ruscelli e corsi d’acqua nel giorno del grande massacro, quando cadranno le torri. 26 La luce della luna sarà come la luce del sole, e la luce del sole sarà sette volte più forte, come la luce di sette giorni, nel giorno in cui l’Eterno fascerà la piaga del suo popolo e guarirà la ferita prodotta dalle sue percosse.

Culto di Martedi 04 Luglio 2017 – “Stiamo vedendo Gesù nella nostra vita?”

Culto di Martedi 04 Luglio 2017 – “Stiamo vedendo Gesù nella nostra vita?”

Marco 5: 21-24 / 36-43

21 E, quando Gesù passò nuovamente all’altra riva in barca, una grande folla si radunò intorno a lui; ed egli se ne stava in riva al mare. 22 Allora venne uno dei capi della sinagoga, di nome Iairo, il quale vedutolo, gli si gettò ai piedi, 23 e lo pregò con molta insistenza, dicendo: «La mia figliola è agli estremi; vieni a imporle le mani, affinché sia guarita e viva». 24 Ed egli se ne andò con lui. Una grande folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

36 Ma Gesù, appena intese ciò che si diceva, disse al capo della sinagoga: «Non temere, credi solamente!». 37 E non permise che alcuno lo seguisse, all’infuori di Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38 E, giunto a casa del capo della sinagoga, vide un gran trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39 Ed entrato, disse loro: «Perché fate tanto chiasso e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme». 40 E quelli lo deridevano; ma egli, messili tutti fuori, prese con sé il padre, la madre della fanciulla e coloro che erano con lui, ed entrò là dove giaceva la fanciulla. 41 Quindi presa la fanciulla per mano, le disse: «Talitha cumi»; che tradotto vuol dire: «Fanciulla, ti dico: Alzati!». 42 E subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; ella aveva infatti dodici anni. Ed essi furono presi da un grande stupore. 43 Ma egli comandò loro con fermezza che nessuno lo venisse a sapere; poi ordinò che si desse da mangiare alla fanciulla.

“Riprendi il saltèrio e la cetra”

Culto di Domenica 02 Luglio 2017 – “Riprendi il saltèrio e la cetra”

LA PAROLA

Salmo 108
Inno di ringraziamento e di lode
1 [Cantico. Salmo di Davide.] Il mio cuore è ben disposto, o DIO, io canterò e celebrerò le tue lodi con tutta la mia forza. 2 Destatevi, arpa e cetra, io voglio risvegliare l’alba. 3 Io ti celebrerò fra i popoli, o Eterno, e canterò le tue lodi fra le nazioni. 4 Poiché la tua benignità è grande, giunge al di sopra dei cieli, e la tua verità fino alle nuvole. 5 Sii esaltato, o DIO, al di sopra dei cieli, e risplenda la tua gloria su tutta la terra, 6 affinché i tuoi diletti siano liberati; salvami con la tua destra e rispondimi. 7 DIO ha parlato nella sua santità: «Io trionferò, spartirò Sichem e misurerò la valle di Sukkoth. 8 Mio è Galaad, mio è Manasse, Efraim è la forza del mio capo, Giuda è il mio legislatore; 9 Moab è il catino dove mi lavo; su Edom getterò il mio sandalo; sulla Filistia manderò grida di trionfo». 10 Chi mi porterà nella città forte? Chi mi condurrà fino a Edom? 11 Non sei tu, o DIO, che ci hai respinti, e non esci più, o DIO, coi nostri eserciti? 12 Dacci tu aiuto contro l’avversario, perché vano è il soccorso dell’uomo. 13 Con DIO noi faremo prodezze, e sarà lui a schiacciare i nostri nemici.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Il salmo 108 di Davide parla di vittorie, ma anche di sconfitte, anche lui in alcuni momenti della propria vita ha confidato nell’uomo e non in Dio e, proprio allora, è risultato più fragile cadendo nella tentazione e nel peccato.
Quando confidiamo nell’uomo e non riponiamo più la nostra fiducia in Dio si realizzano per noi delle tremende sconfitte. Se invece, anche nei momenti più difficili, ci appoggiamo completamente su Dio vedremo le difficoltà trasformarsi in gloriose vittorie.
Il salterio e la cetra erano strumenti musicali molto importanti ai tempi di Davide, spesso utilizzati nei momenti di adorazione verso Dio. Possiamo oggi metaforicamente raffigurare il salterio con la nostra bocca e la cetra con il nostro cuore: essi ci parlano della lode a Dio, che deve essere necessariamente risvegliata per poter vedere di nuovo l’alba.
Le prove e le sollecitudini di questa vita spesso fanno sì che il credente si addormenti, è proprio in quel momento che la lode tende a spegnersi del tutto; facciamo fatica a benedire Dio e le nostre labbra professano solo parole di sconforto e delusione anziché sgorgare d’amore per il Signore.
Quando lodiamo Dio stiamo esprimendo nei Suoi confronti tutta la nostra gratitudine, la nostra fiducia e il nostro amore anche quando tutto sembra andare storto! Non possiamo far sì che i nostri sentimenti verso Dio vengano condizionati dagli eventi.
Il comportamento di Paolo e Sila nella prigione di Filippi è ancora oggi un grande esempio di come la lode, anche nel momento più buio della notte, è potente a scuotere le fondamenta di ogni prigione spezzando ogni catena (Atti 16- 26:26).
Daniele, dopo aver continuato a lodare Dio nonostante il divieto imposto dall’editto del re Dario (Daniele 6: 10), venne tirato fuori dalla fossa dei leoni senza alcun graffio (v 22).
La parola di Dio ci insegna che il Signore è SEMPRE intervenuto in soccorso di Israele quando il popolo lo lodava e lo benediceva. Sforziamoci quindi di LODARE, LODARE e ancora LODARE e fermiamo il nostro continuo CHIEDERE, CHIEDERE e CHIEDERE!
Dio vuole essere lodato, ringraziato e benedetto! E’ un vero e proprio comandamento e la disubbidienza a tale precetto è peccato davanti agli occhi del Signore.
La chiave per vedere il cielo aperto su di noi è all’interno della nostra bocca, deve uscire sottoforma di lode.
Uno dei principali obiettivi di Satana è proprio quello di spegnere la lode della Chiesa di Cristo, dobbiamo vegliare e tenere alta l’adorazione. Viviamo negli ultimi tempi e di sicuro uno dei modi migliori per farci trovare pronti al ritorno di Gesù è quello di lodarLo nel continuo.
Oggi Dio ci invita a riprendere il salterio e la cetra per innalzarGli una nuova lode: rimuoviamo quindi la polvere che si è accumulata sul nostro cuore, che ci impedisce di gridare con tutte le nostre forze. I “non ce la faccio”, “non sono in grado”, “mi vergogno” mettili da parte, rivolgiti a Dio e sarà Egli stesso a mettere la lode nel tuo cuore.
Nella lode c’è potenza e in essa potremo vedere ancora oggi guarigioni, liberazioni e potenti manifestazioni della gloria di Dio, ma senza di essa non potremo vedere l’inizio di una nuova alba, finendo per girovagare senza sosta nella notte oscura.
In preghiera saremo presi da grandi combattimenti, centinaia di pensieri ci piomberanno addosso per cercare di impedirci di lodare. Proprio in quel momento la lode deve essere più insistente e ripiena di fiducia nei confronti di Dio, essa non deve essere silenziosa, ma deve fare rumore e farsi sentire, dev’essere un vero e proprio grido! (Isaia 6: 1-3)
Fermiamo per un attimo le nostre richieste e benediciamo il Signore, Egli sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno, ma desidera soltanto la nostra adorazione per manifestare tutta la Sua potenza.

Dio abita in mezzo alla lode (Salmo 22-3) per cui sforziamoci e presentiamoci con piena fiducia davanti al Suo trono adorandolo e benedicendolo con tutto il nostro cuore!

Dio ci benedica!