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Culto di Martedì 25 settembre 2018

Culto di Martedì 25 settembre 2018

Atti 4: 23-31
La chiesa riunita in preghiera
23 Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette. 24 Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; 25 colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre:
“Perché questo tumulto fra le nazioni,
e i popoli meditano cose vane?
26 I re della terra si sono sollevati,
i prìncipi si sono riuniti insieme
contro il Signore e contro il suo Cristo”.
27 Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d’Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunciare la tua Parola in tutta franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù».
31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunciavano la Parola di Dio con franchezza.

Culto di Domenica 23 Settembre 2018

Culto di Domenica 23 Settembre 2018

Malachia 1:2-6
2 «Io vi ho amati», dice il SIGNORE;
«e voi dite: “In che modo ci hai amati?”
Esaù non era forse fratello di Giacobbe?», dice il SIGNORE,
«eppure io ho amato Giacobbe
6 «Un figlio onora suo padre e un servo il suo padrone;
se dunque io sono padre, dov’è l’onore che m’è dovuto?
Se sono padrone, dov’è il timore che mi è dovuto?
Il SIGNORE degli eserciti parla a voi, o sacerdoti,
che disprezzate il mio nome!
Ma voi dite: “In che modo abbiamo disprezzato il tuo nome?”

Culto di Martedì 18 Settembre 2018 – “L’ unica nostra speranza è Gesù”

Culto di Martedì 18 Settembre 2018 – “L’ unica nostra speranza è Gesù”

Vangelo di Giovanni 17: 1-19
La preghiera sacerdotale
1 Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, 2 giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. 4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. 5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.
6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; 8 poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; 10 e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. 11 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. 12 Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. 13 Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. 14 Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15 Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Santificali nella verità: la tua parola è verità. 18 Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. 19 Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.

L’essere laboriosi è una grande virtù!

Culto di Domenica 16 Settembre 2018 – L’essere laboriosi è una grande virtù!

LA PAROLA

2 Cronache 34: 14-28
Il libro della legge trovato nel tempio
=2R 22:8-20
14 Mentre si prelevava il denaro che era stato portato nella casa del SIGNORE, il sacerdote Chilchia trovò il libro della Legge del SIGNORE, data per mezzo di Mosè. 15 Chilchia parlò a Safan, il segretario, e gli disse: «Ho trovato nella casa del SIGNORE il libro della Legge». E Chilchia diede il libro a Safan. 16 Safan portò il libro al re, e gli fece al tempo stesso la sua relazione, dicendo: «I tuoi servi hanno fatto tutto quello che è stato loro ordinato. 17 Hanno versato il denaro che si è trovato nella casa del SIGNORE, e l’hanno consegnato a quelli che sono responsabili dei lavori e degli operai». 18 Safan, il segretario, disse ancora al re: «Il sacerdote Chilchia m’ha dato un libro». E Safan lo lesse in presenza del re.
19 Quando il re udì le parole della legge, si stracciò le vesti. 20 Poi il re diede quest’ordine a Chilchia, ad Aicam, figlio di Safan, ad Abdon, figlio di Mica, a Safan il segretario e ad Asaia, servitore del re: 21 «Andate a consultare il SIGNORE per me e per ciò che rimane d’Israele e di Giuda, riguardo alle parole di questo libro che si è trovato; poiché grande è l’ira del SIGNORE che si è riversata su di noi, perché i nostri padri non hanno osservato la parola del SIGNORE, e non hanno messo in pratica tutto quello che è scritto in questo libro».
22 Chilchia e quelli che il re aveva designati andarono dalla profetessa Culda, moglie di Sallum, figlio di Tocat, figlio di Casra, il custode del vestiario. Lei abitava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quelli le parlarono nel senso indicato dal re. 23 Lei disse loro: «Così dice il SIGNORE, Dio d’Israele: Dite all’uomo che vi ha mandati da me: 24 “Così dice il SIGNORE: Ecco, io farò venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, farò venire tutte le maledizioni che sono scritte nel libro, che è stato letto in presenza del re di Giuda. 25 Poiché essi mi hanno abbandonato e hanno offerto incenso ad altri dèi provocando la mia ira con tutte le opere delle loro mani; perciò la mia ira si è accesa contro questo luogo, e non si spegnerà”. 26 Al re di Giuda che vi ha mandati a consultare il SIGNORE, direte questo: “Così dice il SIGNORE, Dio d’Israele, riguardo alle parole che tu hai udite: 27 Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, udendo le sue parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti, poiché ti sei umiliato davanti a me e ti sei stracciate le vesti e hai pianto davanti a me, anch’io ti ho ascoltato, dice il SIGNORE. 28 Ecco, io ti riunirò con i tuoi padri, e te ne andrai in pace nella tua tomba; e i tuoi occhi non vedranno tutte le sciagure che io farò piombare su questo luogo e sopra i suoi abitanti”».
E quelli riferirono al re la risposta.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Il popolo di Giuda, ai tempi del re Giosia, proveniva da diversi anni di regno in cui si era praticato tutto ciò che NON era buono agli occhi di Dio ed erano stati lontani dalla legge di Mosè.
Giosia fù un re che, sin dalla giovane età, portò in Giuda un netto cambio di rotta.
Distrusse ogni forma di idolatria, si applicò nella ricerca del Signore, fece sì che il popolo tornasse a Dio e cominciò la ricostruzione del tempio.
Proprio durante la ricostruzione del tempio venne ritrovato il libro della legge di Mosè e questo scaturì in Giosia il desiderio di comprendere il pensiero di Dio per se, per la propria famiglia e per il popolo intero. E’ a questo punto che decide di consultare una profetessa, Culda;

Chi era Culda?
Il significato del suo nome letteralmente è “ape, laboriosa e saggia, che opera assieme agli altri.”
L’ape è un insetto che possiede qualità ben specifiche, in primo luogo è un insetto laborioso che non smette mai di lavorare e si cimenta soprattutto in lavori difficili.
Non lavora mai da sola ma è sempre in gruppo e fa di tutto per difendere non tanto se stessa quanto il nido in cui vive. Lavora sodo per anticipare i momenti di difficoltà e farsi quindi trovare sempre pronta.
Possiamo quindi dire che Culda era sicuramente una profetessa stimata dal re e da chi era intorno a lui e che, oltre al suo servizio profetico, lavorava molto per lei, per la sua famiglia ma soprattutto per il popolo di Dio.
Dio stesso ha visto in lei una donna pronta per poter lavorare insieme agli altri e per gli altri.

Davanti alla salvezza che Dio ha dato all’uomo e davanti a Gesù non ci sono scuse che possano tenere la nostra vita lontano dal Signore.
Dobbiamo rimanere fermi nell’amore di Dio mettendolo al di sopra di tutto e tutti.
Come Culda dobbiamo impegnarci ad essere LABORIOSI, saggi, operanti insieme a TUTTA la Chiesa. Il servizio che rendiamo a Dio è buono quando è per l’opera comune e non solo per noi stessi.
Nonostante le nostre singole personalità siamo infatti chiamati ad operare gli uni per gli altri.
Chi ama Dio ci identifica come uomini di Dio se è Dio stesso il primo a conoscerci ed approvarci nel Suo amore.
Come la Parola insegna siamo un solo corpo (1 Corinzi 12:12) e abbiamo bisogno di essere edificati ed edificanti l’uno con l’altro, non ce la possiamo fare da soli!
Uno degli obbiettivi di Satana è da sempre quello di isolare il credente per renderlo una preda più facile.
Dobbiamo lavorare per l’edificazione della Chiesa, ogni giorno pregare per la Chiesa di Dio, difenderla, testimoniare nel mondo di Cristo, incoraggiarci a vicenda con amore!
Non dimentichiamoci che l’amore donatoci da Dio per essere esercitato è ben diverso dall’amore umano, è un donarsi senza riserve anche quando non si riceve nulla in cambio; è questo l’approccio con cui un nato di nuovo deve servire la Chiesa di Dio.

Per lavorare per e con gli altri dobbiamo necessariamente prendere forza da Dio, dalla Sua Parola e dalla preghiera, per essere sempre trovati pronti nell’immediato.
A volte la benedizione di Dio ci manca non perché non crediamo sufficientemente, non perché manchiamo ai culti, non perché siamo caduti ma semplicemente perché non siamo sufficientemente laboriosi.
Per cui forza, se fino ad oggi abbiamo lavorato per noi stessi fermiamoci perché non è una cosa buona e non saremo di certo benedetti da Dio, la benedizione di Dio scende su coloro che sanno lavorare insieme. La Chiesa di Dio è costruita giorno dopo giorno non dal lavoro dei singoli ma solo ed esclusivamente dal lavoro comune che ci fa crescere e maturare tutti insieme tendendo alla perfetta altezza di Cristo.

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 11 Settembre 2018 – “Impegniamoci di piacere a Dio”

Culto di Martedì 11 Settembre 2018 – “Impegniamoci di piacere a Dio”

1 Samuele 16: 1-13
Davide unto re da Samuele
1 Il SIGNORE disse a Samuele: «Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Riempi d’olio il tuo corno e va’; ti manderò da Isai di Betlemme, perché mi sono provveduto un re tra i suoi figli». 2 Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il SIGNORE disse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto a offrire un sacrificio al SIGNORE”. 3 Inviterai Isai al sacrificio; io ti farò sapere quello che dovrai fare e tu ungerai per me colui che ti dirò».
4 Samuele dunque fece quello che il SIGNORE gli aveva detto e andò a Betlemme. Gli anziani della città gli andarono incontro turbati, e gli chiesero: «Vieni in pace?» 5 Ed egli rispose: «Pace! Vengo a offrire un sacrificio al SIGNORE; purificatevi e venite con me al sacrificio». Fece anche purificare Isai e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
6 Mentre entravano, egli pensò, vedendo Eliab: «Certo l’unto del SIGNORE è qui davanti a lui». 7 Ma il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l’ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore». 8 Allora Isai chiamò Abinadab e lo fece passare davanti a Samuele; ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». 9 Isai fece passare Samma, ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». 10 Isai fece passare così sette dei suoi figli davanti a Samuele; ma Samuele disse a Isai: «Il SIGNORE non si è scelto questi». 11 Poi Samuele disse a Isai: «Sono questi tutti i tuoi figli?» Isai rispose: «Resta ancora il più giovane, ma è al pascolo con le pecore». Samuele disse a Isai: «Mandalo a cercare, perché non ci metteremo a mangiare prima che sia arrivato qua». 12 Isai dunque lo mandò a cercare, e lo fece venire. Egli era biondo, aveva begli occhi e un bell’aspetto. Il SIGNORE disse a Samuele: «Àlzati, ungilo, perché è lui». 13 Allora Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno lo Spirito del SIGNORE investì Davide. Poi Samuele si alzò e se ne tornò a Rama.

Culto di Domenica 09 settembre 2018 – “Fortifica le tue mani”

Culto di Domenica 09 settembre 2018 – “Fortifica le tue mani”

Sofonia 3: 9-20
9 «Allora io trasformerò le labbra dei popoli in labbra pure,
affinché tutti invochino il nome del SIGNORE,
per servirlo di comune accordo.
10 Di là dai fiumi d’Etiopia
i miei supplicanti, i miei figli dispersi, mi porteranno le loro offerte.
11 Quel giorno, tu non avrai da vergognarti per tutte le azioni
con le quali hai peccato contro di me;
perché, allora, io toglierò di mezzo a te quelli che trionfano con superbia
e tu smetterai di inorgoglirti sul mio monte santo.
12 Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero
che confiderà nel nome del SIGNORE.
13 Il resto d’Israele non commetterà azioni malvagie,
non dirà menzogne,
e non si troverà più un linguaggio ingannatore sulle sue labbra;
perché essi pascoleranno, si coricheranno, e non vi sarà più nessuno che li spaventi».
14 Prorompi in grida di gioia, o figlia di Sion!
Alza grida d’esultanza, o Israele!
Rallègrati ed esulta con tutto il cuore, o figlia di Gerusalemme!
15 Il SIGNORE ha revocato le sue condanne contro di te,
ha scacciato il tuo nemico.
Il Re d’Israele, il SIGNORE, è in mezzo a te,
non dovrai più temere alcun male.
16 Quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, o Sion,
le tue mani non si indeboliscano!
17 Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva;
egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua;
si acqueterà nel suo amore,
esulterà, per causa tua, con grida di gioia».
18 «Io raccoglierò quelli che sono nel dolore lontano dalle feste solenni;
sono tuoi;
su di loro pesa la vergogna!
19 In quel tempo, io agirò contro tutti quelli che ti opprimono;
salverò la pecora che zoppica, raccoglierò quella che è stata cacciata via,
e li renderò gloriosi e famosi,
in tutti i paesi dove sono stati nella vergogna.
20 In quel tempo, io vi ricondurrò;
in quel tempo, vi raccoglierò;
perché vi renderò famosi e gloriosi
fra tutti i popoli della terra,
quando farò tornare, sotto i vostri occhi, quelli che sono in esilio»,
dice il SIGNORE.

Culto di Martedì 04 settembre 2018

Culto di Martedì 04 settembre 2018

Geremia 38:1-13
Geremia gettato in una cisterna
1 Sefatia figlio di Mattan, Ghedalia figlio di Pascur, Iucal figlio di Selemia, e Pascur figlio di Malchia, udirono le parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo, dicendo: 2 «Così parla il SIGNORE: “Chi rimarrà in questa città morirà di spada, di fame, o di peste; ma chi andrà ad arrendersi ai Caldei avrà salva la vita; la vita sarà il suo bottino, e vivrà”. 3 Così parla il SIGNORE: “Questa città sarà certamente data in mano dell’esercito del re di Babilonia, che la prenderà”».
4 I capi dissero al re: «Quest’uomo sia messo a morte, poiché rende fiacche le mani degli uomini di guerra, che rimangono in questa città, e le mani di tutto il popolo, tenendo loro tali discorsi; quest’uomo non cerca il bene, ma il male di questo popolo». 5 Allora il re Sedechia disse: «Ecco, egli è in mano vostra; poiché il re non può nulla contro di voi». 6 Allora essi presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malchia, figlio del re, che era nel cortile della prigione; vi calarono Geremia con delle funi. Nella cisterna non c’era acqua ma solo fango, e Geremia affondò nel fango.
Gr 39:16-18; 2Ti 1:16-18; Mt 25:40
7 Ebed-Melec, etiope, eunuco che stava nel palazzo del re, udì che avevano messo Geremia nella cisterna. Il re stava allora seduto alla porta di Beniamino. 8 Ebed-Melec uscì dalla casa del re e parlò al re, dicendo: 9 «O re, mio signore, quegli uomini si sono comportati male in tutto quello che hanno fatto al profeta Geremia, gettandolo nella cisterna; egli morirà di fame là dov’è, poiché non c’è più pane in città». 10 Il re diede quest’ordine a Ebed-Melec, l’Etiope: «Prendi con te trenta uomini di qui e tira su il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia». 11 Ebed-Melec prese con sé quegli uomini, entrò nella casa del re, sotto il Tesoro; prese di là dei pezzi di stoffa logora e dei vecchi stracci, e li calò a Geremia, nella cisterna, con delle funi. 12 Ebed-Melec, l’Etiope, disse a Geremia: «Mettiti ora questi pezzi di stoffa logora e questi stracci sotto le ascelle, sotto le funi». Geremia fece così. 13 Quelli tirarono su Geremia con delle funi e lo fecero salir fuori dalla cisterna. Geremia rimase nel cortile della prigione.

Dio gradisce ciò che parte da un cuore nuovo!

Culto di Domenica 02 Settembre 2018 – Dio gradisce ciò che parte da un cuore nuovo!

LA PAROLA

Giovanni 2: 23-25
23 Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Molti credettero nel Suo nome vedendo i miracoli che Egli compiva, sapevano che era il Messia che stavano aspettando secondo le sacre scritture e con buona probabilità lo acclamavano anche tra le folle. Gesù, però, non si fidava di loro in quanto li conosceva nell’intimo e sapeva che il loro modo di credere era completamente sbagliato e ricco di ipocrisia.

La lettura di oggi deve far sorgere in noi una spontanea domanda: Qual è il giusto modo di credere affinché Gesù sia pienamente soddisfatto?

Prima di tutto possiamo affermare con fermezza che Gesù, a differenza dell’uomo, guarda al cuore e non ai comportamenti esteriori.
Dobbiamo quindi allontanarci da quei credenti che esternamente “applaudono” Gesù ma che nell’intimo sono vuoti. Un cuore che Cristo gradisce è quello che batte solo per Lui e vive la quotidianità con dimostrazioni di sottomissione, umiltà e amore.

Un altro aspetto a cui bisogna stare attenti è non confondere l’opera di Cristo in noi con le nostre emozioni umane, carnali. Siamo chiamati a non vivere una vita cristiana che sfocia in sole emozioni; le lacrime e le gioie devono essere prima di tutto il frutto della trasformazione che Cristo sta compiendo in noi attraverso la Parola di Dio e successivamente seguite da una reale crescita spirituale che ci porti a morire una volta per tutte in Cristo abbandonando del tutto la nostra vecchia natura.

Oggi nel mondo è ben praticata la facile adulazione, siamo circondati dalle belle parole.
Con Dio però le parole di facciata non servono, è il cuore che deve esserGli vicino!
E’ necessario che sia lo Spirito Santo a santificare la nostra lode affinché possa dare gloria a Dio e non restare un semplice comportamento emozionale. Infatti, come dice la Parola, noi non sappiamo come pregare ma lo Spirito Santo ci viene in aiuto e intercede per noi, gloria a Dio! (Romani 8:26). Solo se le nostre parole saranno guidate da Dio potranno saziare chi è intorno a noi (…e che siano sempre e solo parole di verità e mai di menzogna!)

La gioia è un altro aspetto in cui è piuttosto difficile mentire davanti a Dio.
Essa può essere apparente o reale e noi, come Chiesa, siamo chiamati a non gioire umanamente ma attraverso Cristo; se nel nostro cuore non c’è la gioia di Cristo potremo provare a manifestarla quanto vogliamo ma non avrà mai un fondamento stabile e prima o poi crollerà.
La gioia di Dio non dipende dagli eventi intorno a noi, infatti per quanto essi siano belli o spiacevoli , la gioia ci sarà SEMPRE!

Strettamente collegata alla gioia c’è la pace.
Essa va procacciata e soprattutto mantenuta nei confronti di tutti anche se essa non dovesse essere contraccambiata, quest’ultimo aspetto è fondamentale affinché il nostro cuore resti completamente libero.

Possiamo offrire a Dio tanto in termini di quantità ma la realtà è che dovremmo concentrarci sulla qualità di ciò che offriamo.
Il servizio, la preghiera e la meditazione della Parola necessitano della nostra primizia e di un atteggiamento critico che ci porti ad eseguire il tutto nella giusta quantità e soprattutto qualità.
Le nostre opere avranno successo solo se scaturiranno dallo zelo e dal fervore per il Signore.

Facciamo attenzione, oggi all’interno della stessa Chiesa ci sono troppi maestri e troppe guide e pochi sono invece i discepoli pronti ad ascoltare e questo non compiace Dio.
Dobbiamo sempre accettare consigli, ricercare la sapienza e la saggezza, mettere in pratica la Parola di Dio perché non saremo mai immuni da errori e cadute (Giacomo 3: 1-2).
Poniamoci prima di tutto l’obiettivo di imitare Gesù con umiltà e giusto timore (Proverbi 18:12) e non puntiamo ad essere leader nella Chiesa perché è e sarà sempre Cristo a scegliere il giusto posto per noi all’interno del Suo corpo.

Coraggio allora! Oggi stesso siamo chiamati a compiacere e soddisfare Dio adoperandoci secondo le linee guida della Sua Parola e di per certo vedremo la Sua gloria!

Dio ci benedica!