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Culto di Martedi 27 Giugno 2017 – “E’ tempo di alzare gli occhi verso Dio”

Culto di Martedi 27 Giugno 2017 – “E’ tempo di alzare gli occhi verso Dio”

Genesi 13: 14-18
Promesse dell’Eterno ad Abramo
14 E l’Eterno disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: «Alza ora i tuoi occhi e mira dal luogo dove sei a nord, a sud; a est e a ovest. 15 Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre. 16 E renderò la tua discendenza come la polvere della terra; per cui, se qualcuno può contare la polvere della terra, si potrà contare anche la tua discendenza. 17 Levati, percorri il paese in lungo e in largo, perché io lo darò a te». 18 Allora Abramo levò le sue tende e venne ad abitare alle querce di Mamre, che sono a Hebron; e là costruì un altare all’Eterno.

“Si può misurare la benedizione di Dio?”

Culto di Domenica 18 Giugno 2017 – “Il nostro cuore non deve essere turbato!”

LA PAROLA

1 Cronache 14: 1-17
Vittorie di Davide sui Filistei
1 Chiram, re di Tiro, inviò a Davide dei messaggeri, del legname di cedro, dei muratori e dei falegnami, per costruirgli una casa. 2 Allora Davide riconobbe che il SIGNORE lo stabiliva saldamente come re d’Israele, poiché la sua dignità regale era grandemente esaltata per amore d’Israele, del popolo di Dio. 3 Davide si prese altre mogli ancora a Gerusalemme, e generò ancora figli e figlie. 4 Questi sono i nomi dei figli che gli nacquero a Gerusalemme: Sammua, Sobab, Natan, Salomone, 5 Ibar, Elisua, Elpelet, 6 Noga, Nefeg, Iafia, 7 Elisama, Beeliada ed Elifelet.
8 Quando i Filistei ebbero udito che Davide era stato unto re di tutto Israele, salirono tutti in cerca di lui; e Davide, saputolo, uscì loro incontro. 9 I Filistei giunsero e occuparono la valle di Refaim. 10 Allora Davide consultò Dio, dicendo: «Dovrò salire contro i Filistei? Li darai nelle mie mani?» Il SIGNORE gli rispose: «Sali, e li darò nelle tue mani». 11 I Filistei dunque salirono a Baal-Perasim, dove Davide li sconfisse, e disse: «Dio ha infranto i miei nemici per mano mia come si infrangono le acque». Perciò fu dato a quel luogo il nome di Baal-Perasim. 12 I Filistei lasciarono in quel luogo i loro dèi che, per ordine di Davide, furono dati alle fiamme.
13 Poi i Filistei tornarono a occupare quella valle. 14 Davide consultò di nuovo Dio; e Dio gli disse: «Non salire dietro a loro; allontànati e gira loro intorno; giungerai su di loro dal lato dei gelsi. 15 Quando udrai un rumore di passi tra le vette dei gelsi, esci subito all’attacco, perché Dio marcerà alla tua testa per sconfiggere l’esercito dei Filistei». 16 Davide fece come Dio gli aveva comandato, e gli Israeliti sconfissero l’esercito dei Filistei da Gabaon a Ghezer.
17 La fama di Davide si sparse per tutti i paesi, e il SIGNORE fece in modo che egli incutesse spavento a tutti i popoli.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Davide era un uomo secondo il cuore di Dio (1 Samuele 13: 14), grandemente benedetto e ne aveva la piena consapevolezza. Anche quando era venuto meno era tornato al Signore pentendosi e ravvedendosi dei suoi peccati.
E’ possibile al giorno d’oggi poter misurare la benedizione di Dio?
Dio, nella Sua infinita bontà, porta alla nostra attenzione alcuni indicatori che possono aiutarci a capire se il nostro cuore è pieno delle Sue benedizioni.

1° indicatore: la crescita spirituale
Stiamo dando la possibilità a Gesù di edificare in noi la casa spirituale? Ricordiamoci che siamo il tempio di Dio ed è fondamentale un completo abbandono nelle Sue mani per poter vedere la casa svilupparsi in modo solido e corretto. Quest’edificazione è un processo che si sviluppa giorno dopo giorno e non ha una fine. Il costruttore c’è ed ha con se anche tutti i materiali che occorrono, ma … dobbiamo lasciarci andare con fiducia consentendoGli di lavorare quotidianamente il nostro cuore.
Chiudiamo ogni crepa, assicuriamoci che non ci siano vie d’uscita secondarie e facciamo sì che il Signore riempia il nostro cuore di una benedizione scossa, pigiata e traboccante! (Luca 6: 38)

2° indicatore: la prole spirituale
Ci stiamo adoperando per portare nuove anime a Dio? Siamo parte integrante della Chiesa di Cristo, membra del suo corpo e abbiamo il DOVERE e il MANDATO per muoverci affinché si possano aggiungere a questo corpo glorioso nuove anime salvate. Dobbiamo avere una vera e propria passione per le anime (vedi l’amore mostrato dal samaritano in Luca 10: 30-37). Non possiamo restare fermi a guardare, ma dobbiamo intervenire attivamente per strappare anime dall’infermo.

3° indicatore: la dipendenza da Dio
Poniamo ogni nostra decisione, anche la più piccola, nelle mani di Dio consultandoLo in ogni circostanza? Il cristiano è colui che dipende completamente ed esclusivamente da Dio e dalla Sua volontà. Investighiamo la volontà di Dio per noi come fece Davide che, pur essendo un guerriero esperto, prima di muoversi contro il nemico chiese consiglio a Dio. Nonostante il nemico fosse lo stesso e l’avesse già sconfitto una prima volta egli riconsultò il Signore prima della seconda battaglia e ricevette come consiglio la strategia perfetta per poter vincere i propri nemici, completamente differente dalla prima. Non facciamoci prendere dalla presunzione di conoscere sempre i nostri nemici, spesso abbassare la guardia può lasciare scoperti punti vitali della nostra spiritualità. Consultiamo il Signore continuamente e fidiamoci in modo assoluto delle Sue risposte. Possiamo prendere oggi stesso delle decisioni coraggiose, presentarci in battaglia e guardare il nemico da vicino, ma per far sì che questa decisione diventi vittoriosa, dobbiamo consultare il Re dei Re!

4° indicatore: la “fama” della Chiesa
La benedizione non è solo al nostro interno, ma è visibile anche dall’esterno.
Una Chiesa benedetta non passa inosservata!
Se ogni membro della tua comunità si adoperasse per servire Dio, l’unione e il pari consentimento sarebbero la vera forza a rendere tangibile anche dall’esterno la presenza di Dio all’interno del locale di culto. Non presentiamoci dunque davanti a Dio per abitudine, ma in ogni culto aspettiamoci qualcosa di nuovo da realizzare!

Adesso che abbiamo ben 4 indicatori possiamo “confrontarci” con essi per comprendere a che punto siamo con la comunione con Dio!
Se sei a buon punto dai gloria a Dio, ma non accontentarti, chiedi di più!
Se invece ti senti lontano da Dio, non ti far abbattere dal nemico, ma lasciati andare completamente ricordandoti che Dio ascolta le tue preghiere ed è molto attento alla condizione del tuo cuore.

La benedizione per ognuno di noi è pronta nelle Sue mani, cosa stiamo aspettando? Afferriamola!

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 20 Giugno 2017 – Credi nelle promesse di Dio!

Culto di Martedì 20 Giugno 2017 – Credi nelle promesse di Dio!

2 Corinzi 1: 12-22
Sincerità di Paolo
12 Questo, infatti, è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza di esserci comportati nel mondo, e specialmente verso di voi, con la semplicità e la sincerità di Dio, non con sapienza carnale ma con la grazia di Dio. 13 Poiché non vi scriviamo altro se non quello che potete leggere e comprendere; e spero che sino alla fine capirete, 14 come in parte avete già capito, che noi siamo il vostro vanto, come anche voi sarete il nostro nel giorno del nostro Signore Gesù.
15 Con questa fiducia, per procurarvi un duplice beneficio, volevo venire prima da voi 16 e, passando da voi, volevo andare in Macedonia; poi dalla Macedonia ritornare in mezzo a voi e voi mi avreste fatto proseguire per la Giudea. 17 Prendendo dunque questa decisione ho forse agito con leggerezza? Oppure le mie decisioni sono dettate dalla carne, in modo che in me ci sia allo stesso tempo il «sì, sì» e il «no, no»? 18 Or come è vero che Dio è fedele, la parola che vi abbiamo rivolta non è «sì» e «no». 19 Perché il Figlio di Dio, Cristo Gesù, che è stato da noi predicato fra voi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì» e «no»; ma è sempre stato «sì» in lui. 20 Infatti tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio. 21 Or colui che con voi ci fortifica in Cristo e che ci ha unti, è Dio; 22 egli ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

“Il nostro cuore non deve essere turbato!”

Culto di Domenica 18 Giugno 2017 – “Il nostro cuore non deve essere turbato!”

LA PAROLA

Giovanni 14: 1-11
Gesù consola gli apostoli: egli ritornerà da loro
1 «Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!
2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; 4 e del luogo dove io vado, sapete anche la via».
5 Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?» 6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto».
8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”? 10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Capita molto spesso che gli eventi intorno a noi ci turbino, nonostante Gesù sia con noi ed in noi.
Un parente non convertito, una malattia o un’oppressione spirituale potrebbero generare nel nostro cuore uno stato di sollecitudine ed ansia.
Come possiamo quindi combattere questa condizione spirituale? Non è sufficiente pregare e frequentare il locale di culto assiduamente, dobbiamo necessariamente porre tutta la nostra fiducia in Dio. Non in un Dio del passato che operava solo ai tempi della bibbia, ma nel Dio che è lo stesso, IERI OGGI e in ETERNO (Ebrei 13-8).
La nostra speranza deve essere ferma sia in Dio sia nell’opera di Gesù sulla croce (Giovanni 14: 1), senza questi due fondamenti non potremo affrontare questa battaglia, perderemmo in partenza.
Gesù, con quel sacrificio sulla croce, ha pagato a caro prezzo qualsiasi nostra necessità al fine di donarci la massima serenità, ma per far sì che questo avvenga, siamo chiamati ad afferrarla con fede!
La fede è lo scudo che difende i nostri “punti vitali”, un componente fondamentale nell’armatura di un cristiano (Efesini 6: 16).
Quante ore al giorno trascorriamo nelle ansie, nel disordine mentale, nel turbamento? Considerando il mondo in cui viviamo ed il fatto che siamo negli ultimi tempi la risposta non può che essere: TROPPE!
Pensiamo a ricordi brutti del passato, a momenti del presente e ci protendiamo addirittura anche nel futuro nonostante esso non ci appartenga.
Il nemico ci sta privando della felicità, della gioia, della serenità e di tutte quelle virtù che necessariamente devono occupare tutti i posti nel nostro cuore intorno al trono destinato a Gesù. Non deve esserci altro spazio libero per i pensieri che generano scoraggiamento, quei pesi devono essere rispediti immediatamente al mittente!
Gesù ancora oggi è pronto a donarci una nuova speranza (Giovanni 14: 3), ci rassicura sul fatto che saremo accolti nelle dimore celesti che Egli sta personalmente preparando per noi; con questa speranza non possiamo che restare sereni come fece Stefano durante la sua lapidazione: i suoi occhi erano già rivolti verso Gesù in piedi alla destra di Dio, non provava dolore, ma solo tanta pace e tanto amore anche per chi in quel momento lo stava uccidendo (Atti 7: 54-60).
Dio non può esimersi dall’operare, se c’è la vera fede sarà “costretto” ad intervenire perché Egli non rinnega mai se stesso. Non c’è nulla di cattivo che può resistere ad una fede sincera, Gesù stesso non ha mai rimandato indietro nessuno senza aver compiuto la Sua opera gloriosa.
Sei nella malattia? E’ brutta vero? Bene, per Gesù è ancora più brutta e Lui è il primo a voler vedere la tua guarigione, del resto quella malattia l’ha già vinta sulla croce attraverso le Sue lividure.
Sei nel turbamento? Tranquillo, Dio è la nostra rocca e con Lui staremo al sicuro. Il suo desiderio è vedere in noi un cuore sempre allegro, completamente arreso alla Sua volontà e ripieno di speranza.
Ricorda che Gesù è con noi nella fornace ardente (Daniele 3: 25) e nella tempesta (Marco 4: 35-41), non può accaderci nulla di male se confidiamo completamente in Lui.
Per cui non temere e non dubitare più perché Gesù ti ha promesso che presto raggiungerai quel traguardo e il turbamento sarà solo un ricordo…è SICURO.
Abbi fede in Dio … e anche in Gesù, il Cristo!
Dio ci benedica grandemente!

Culto di Martedi 13 Giugno 2017 – Raccoglieremo con lacrime di gioia

Culto di Martedi 13 Giugno 2017 – Raccoglieremo con lacrime di gioia

Salmo 126: 1-6
Preghiera per la restaurazione d’Israele
1 Canto dei pellegrinaggi.
Quando il SIGNORE fece tornare i reduci di Sion,
ci sembrava di sognare.
2 Allora spuntarono sorrisi sulle nostre labbra
e canti di gioia sulle nostre lingue.
Allora si diceva tra le nazioni:
«Il SIGNORE ha fatto cose grandi per loro».
3 Il SIGNORE ha fatto cose grandi per noi,
e noi siamo nella gioia.
4 SIGNORE, fa’ tornare i nostri deportati,
come torrenti nel deserto del Neghev.
5 Quelli che seminano con lacrime,
mieteranno con canti di gioia.
6 Se ne va piangendo
colui che porta il seme da spargere,
ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.

“Scegli Gesù, il Cristo!”

Culto di Domenica 11 Giugno 2017 – “Scegli Gesù, il Cristo!”

LA PAROLA

Matteo 16: 13-20
Pietro riconosce in Gesù il Cristo
13 Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» 14 Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». 15 Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» 16 Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
17 Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. 18 E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. 19 Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». 20 Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Nonostante Mosè, Elia, Giovanni, Geremia, Eliseo ed altri profeti siano stati grandi uomini di Dio, alcuni miracoli e, soprattutto la giustificazione dal peccato sulla croce, li ha potuti compiere solo ed esclusivamente Gesù in quanto Cristo, Figlio del Dio vivente.
Tuttavia molti non riuscirono a vedere oltre e a riconoscere Gesù come il Cristo, solo Pietro ci riuscì, grazie alla rivelazione di Dio.
Su questa verità Gesù ha edificato la Sua Chiesa fino al giorno d’oggi: la conoscenza che ogni cristiano deve avere per poter vedere la gloria di Dio.
Una delle principali astuzie del nemico è quella di diminuire la persona di Gesù anche per chi, come figlio di Dio, lo ha accettato nella propria vita come personale Salvatore.
Siamo negli ultimi giorni e il mondo è pervaso dal peccato e dalle cattiverie ma, nonostante ciò, siamo chiamati a credere sia con la nostra fede che con il nostro atteggiamento che Gesù è lo stesso ieri, oggi e in eterno (Ebrei 13: 8).
Gesù è Colui che, in chi crede con tutto il cuore che Egli è il Cristo, compie una trasformazione integrale, un cambiamento visibile a quanti ci conoscono e soprattutto radicale ed immediato.
Il peccato va confessato, condannato e rimosso oggi stesso, ottenendo così la stessa autorità di Gesù (Giovanni 14: 12), divenendo la pupilla dell’occhio di Dio (Zaccaria, 2:8), quella casa posta sul monte e la luce che risplende nelle tenebre (Matteo, 4:14-16).
La salvezza è il compimento dell’opera di Gesù sulla croce per il perdono dei nostri peccati ed essa si ottiene in un istante, nascendo a nuova vita nel preciso momento in cui chiediamo a Dio di lavarci col Suo sangue dai nostri peccati. Il nemico ci accuserà sempre di avere poca fede ed è vero, ma Gesù ha detto che se avessimo fede quanto un granello di senape potremmo far spostare i monti (Matteo 17: 20).
Dio ha messo in noi una fede sufficiente per vedere la sua mano operante in noi e nella Sua Chiesa. Non fermiamoci a guardare le nostre debolezze: i “non ce la faccio”, “non posso” e “non sono degno” devono restare fuori dal nostro rapporto con Dio. Il Signore è potente a fare qualunque cosa, a guarire qualunque malattia, a spezzare qualsiasi catena di questo mondo…ricordiamoci che Egli è l’Onnipotente!
Ogni giorno, per fede, il corpo di Gesù è martoriato dalle nostre malattie e dai nostri dolori e, questo, al fine di donarci quotidianamente la pace e la speranza. Non dobbiamo solo pronunciare con la nostra bocca che Gesù è il Cristo, ma dobbiamo crederci con tutto il nostro cuore. Egli ancora oggi è potente a trasformare le tenebre in luce, le debolezze in forze, la tristezza in gioia in tutti colori che rinunciano al proprio “io” per dare la gloria solo ed esclusivamente a Dio.
Non restiamo fermi come i monumenti, ma muoviamoci nel continuo cercando di rendere ogni giorno di più il nostro cuore più sensibile alla parola di Dio, assimilandone sempre di più le virtù.
Ricordiamoci che Dio non ha limiti, è infinito ed è il creatore del cielo e della terra; siamo noi che spesso limitiamo la sua opera con la nostra poca fede. Non facciamoci turbare dal mondo che ci tratta come spazzatura, ci deride, ci evita e ci perseguita; se tutto ciò avviene a ragione del nostro amore per Gesù non possiamo che dare gloria a Dio!

E allora coraggio!
Fissiamo lo sguardo su Gesù e sperimenteremo in modo tangibile la Sua maestosità e la Sua infinita potenza.

Dio ci benedica!

“All’ora nona, guardami!”

Culto di Domenica 04 Giugno 2017 – “All’ora nona, guardami!”

LA PAROLA

Atti 3:1-7
Guarigione di uno zoppo
1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l’elemosina. 4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

La nostra è una vita che continuamente deve necessariamente testimoniare dell’opera di Dio mediante l’azione e la potenza dello Spirito Santo (Atti 1-8). La chiesa primitiva era ASSIDUA e concorde nella preghiera e questo fece sì che Dio potesse utilizzare Pietro e Giovanni per la guarigione di quest’uomo zoppo, posto all’ingresso del tempio.
Dio ci chiama a servirLo nel continuo per poter realizzare ciò che Egli ha già preparato per noi e per gli altri.
Per poter ricevere risposta alle nostre preghiere dobbiamo, però, essere presenti alla preghiera “dell’ora nona”. Non possiamo lasciar vuoto il nostro posto perdendo così la benedizione di Dio. Siamo strumenti nelle Sue mani e dobbiamo presentarci regolarmente alla Sua presenza per far sì che Egli possa usarci come strumenti per la Sua gloria.
L’ora nona è l’ora in cui le preghiere vengono esaudite (Atti 10: 30-31), il momento in cui le tenebre vengono sconfitte per sempre (Matteo 27: 46) e l’ora della grazia ottenuta grazie al sangue versato da Gesù sulla croce!
L’uomo zoppo ci mostra chiaramente il limite umano senza Dio, non era lui che si presentava alla porta del tempio, ma erano altri uomini a deporlo li. Spesso anche noi ci ritroviamo in luoghi e situazioni in cui non vorremmo essere e in cui siamo stati portati da altre persone, la probabilità che ciò avvenga è molto alta quando siamo troppo vicini al mondo, che è pronto a derubarci della pace di Dio tenendoci così lontano dall’ora nona (Luca 10: 25-37).
Lo zoppo quel giorno non sapeva cosa lo aspettasse al tempio, ma Dio conosceva ogni cosa e aveva già preparato tutto.
Pietro e Giovanni sono davvero interessati al problema di questo mendicante e con il loro agire rappresentano l’attenzione di Cristo verso ognuno di noi: Egli è sempre interessato ai nostri problemi e non è mai poco attento! E’ disposto a spendere del tempo per noi, ma noi … siamo disposti a spendere del tempo per Gesù? Viviamo in una società dove il tempo sembra non essere mai sufficiente, ma non possiamo non donare la primizia del nostro tempo a Dio, è indispensabile se vogliamo vedere la sua gloria.
Pietro dipendeva da Cristo ed era pienamente consapevole che Dio fosse con lui e ciò che egli dice all’uomo zoppo è quello che Gesù oggi vuole dire a noi: “Quello che ho, te lo do”.
Gesù è pronto a benedirci ed abbondare, ma dobbiamo fissare ATTENTAMENTE gli occhi su di Lui.
Quando c’è la vera fede la risposta arriva immediatamente, infatti lo zoppo guarì in quel preciso istante … è la nostra fede che fa la differenza!
Con Gesù non soltanto potremo gustare una fresca benedizione nella nostra vita, ma potremo portare un bicchiere d’acqua fresca a quanti incontreremo quotidianamente sul nostro cammino.
Guardiamo a Gesù con piena fiducia e potremo ben presto realizzare che noi possiamo OGNI COSA in Colui che ci fortifica! (Filippesi 4:13)

Dio ci benedica!