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Culto di Martedì 31 Luglio 2018 – Confessiamo il nostro peccato a Dio!

Culto di Martedì 31 Luglio 2018 – Confessiamo il nostro peccato a Dio!

Efesini 4:17-32
Spogliarsi del vecchio uomo e rivestirsi dell’uomo nuovo
17 Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, 18 con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore. 19 Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile. 20 Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. 21 Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, 22 avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; 23 a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente 24 e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.
25 Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri. 26 Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira 27 e non fate posto al diavolo. 28 Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno. 29 Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta. 30 Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione.
31 Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! 32 Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.

Efesini 5:1-14
1 Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati; 2 e camminate nell’amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave.
3 Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; 4 né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. 5 Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. 6 Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. 7 Non siate dunque loro compagni; 8 perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce 9 – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – 10 esaminando che cosa sia gradito al Signore. 11 Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; 12 perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. 13 Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; 14 poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Per questo è detto:
«Risvègliati, o tu che dormi,
e risorgi dai morti,
e Cristo ti inonderà di luce».

Culto di Domenica 29 Luglio 2018

Culto di Domenica 29 Luglio 2018

Ebrei 12:1-3
1 Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. 3 Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Culto di Martedì 24 luglio 2018

Culto di Martedì 24 luglio 2018

Rut 3:1-6
Rut nell’aia di Boaz
1 Naomi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, io devo assicurarti una sistemazione perché tu sia felice. 2 Boaz, con le cui serve sei stata, non è forse nostro parente? Ecco, stasera deve ventilare l’orzo nell’aia. 3 Làvati dunque, profumati, indossa il tuo mantello e scendi all’aia; ma non farti riconoscere da lui prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. 4 E quando se ne andrà a dormire, osserva il luogo dov’egli dorme; poi va’, alzagli la coperta dalla parte dei piedi, e còricati lì; e lui ti dirà quello che tu debba fare». 5 Rut le rispose: «Farò tutto quello che dici».
6 Scese all’aia, e fece tutto quello che la suocera le aveva ordinato.

Dio ha sempre qualcosa da dirti!

Culto di Domenica 08 Luglio 2018 – Il ricco … povero illuso!

LA PAROLA

Luca 7: 36-50
Gesù in casa di Simone, il fariseo
36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; 38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio. 39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: «Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice». 40 E Gesù, rispondendo gli disse: «Simone, ho qualcosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di’ pure». 41 «Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 42 E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?» 43 Simone rispose: «Ritengo sia colui al quale ha condonato di più». Gesù gli disse: «Hai giudicato rettamente». 44 E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. 47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama». 48 Poi disse alla donna: «I tuoi peccati sono perdonati». 49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: «Chi è costui che perdona anche i peccati?» 50 Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace».

IL CULTO

IL MESSAGGIO

La benedizione di Dio può manifestarsi principalmente in due modi:
– Quando opera in nostro favore in risposta ad una preghiera
– Quando non ci dà qualcosa ma … ci dice qualcosa!

A volte Dio è costretto a non darci nulla ma a dirci qualcosa e, anche in quel frangente, Egli ci sta benedicendo.
Una delle cose più brutte nella vita di un credente non è il momento in cui Gesù non risponde alle proprie preghiere negandoci ciò che stiamo chiedendo ma il momento in cui non ci parla più.
In questo caso vuol dire che c’è qualcosa nella vostra vita che lo ha deluso o che lo sta deludendo.

Un genitore che ama il proprio figlio non si limita a dare ma anche (e sopratutto) a dialogare, a insegnargli sempre qualcosa in più per fargli comprendere ciò che potrebbe arrecargli del male o del bene.
Da parte nostra, che siamo figli di Dio, dovremmo sforzarci di comprendere che, il non ricevere qualcosa ma sentirsi dire qualcosa da parte di Dio, spesso e volentieri vale molto di più.
Dio per anni ha fornito insegnamenti al popolo d’Israele ma essi non hanno mai voluto ascoltare, i loro occhi erano puntati sul “materiale”.

“Simone ho qualcosa da dirti …” sono le parole che Gesù rivolge a Simone che non riuscì a intravedere nelle parole di Gesù quegli insegnamenti che lo avrebbero condotto alla vera benedizione; sapeva vedere solo negli altri il peccato e non dentro se stesso nonostante fosse fariseo e insegnasse la legge, non avrebbe dovuto additare questa donna ma aiutarla ad uscire dal peccato.
Forse anche noi guardiamo gli altri, li critichiamo, li giudichiamo, siamo severi … mentre verso noi stessi siamo più che misericordiosi; non dimentichiamoci che con la misura con cui noi misuriamo saremo misurati! (Marco 4:24).

Dio desidera che il nostro comportamento sia leale, giusto e fiducioso nei Suoi confronti e nei confronti del nostro prossimo.
Non prendiamo spunto dall’esempio negativo di Simone che, a differenza della donna peccatrice, non diede nemmeno un bacio a Gesù e nemmeno un pò d’acqua per rinfrescarsi i piedi.

Impariamo ad ascoltare la voce di Dio perchè se non lo facciamo, anche se tutte le nostre preghiere ottenessero esaudimento, la benedizione di Dio non sarebbe nella nostra vita.
Gesù non ha sempre qualcosa da DARCI ma ha sempre qualcosa da DIRCI e se ci parla per riprendere la nostra condotta … gloria a Dio!
Ogni giorno ci mancherà qualcosa (di materiale e non) ma se ogni giorno Dio continuerà a parlare ai nostri cuori non potremo che sentirci felici e benedetti, altrimenti saremo credenti tristi e scoraggiati!
Non limitiamoci a chiedere nel continuo ma impariamo ad ascoltare la voce di Dio che crea la vita in noi e, attraverso di essa, ci farà vedere le grandi opere del Signore Gesù; quando Egli ci parla è anche pronto ad operare!
Coraggio! Forse Dio non ci ha donato ancora ciò che gli stiamo chiedendo ma se sta parlando al nostro cuore vuol dire che la Sua benedizione è su di noi e non possiamo che esserne felici!

Dio ci benedica!

Alcuni versetti inerenti all’ascolto della voce di Dio:
– Giovanni 10: 27 –> in quanto pecore dobbiamo ascoltare la voce del nostro divin Pastore
– Apocalisse 3: 20 –> prima di aprire la porta dobbiamo saper ascoltare la voce di Dio
– Giovanni 6:60 –> non sempre il parlare di Gesù sarà piacevole ai nostri orecchi ma rimarrà sempre una grande benedizione
– Giovanni 6:68 –> comprendere a fondo l’importanza della voce di Dio

Il ricco … povero illuso!

Culto di Domenica 08 Luglio 2018 – Il ricco … povero illuso!

LA PAROLA

Luca 18: 18-30
Il giovane ricco
18 Uno dei capi lo interrogò, dicendo: «Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?» 19 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. 20 Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre». 21 Ed egli rispose: «Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia gioventù». 22 Gesù, udito questo, gli disse: «Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 23 Ma egli, udite queste cose, ne fu afflitto, perché era molto ricco. 24 Gesù, vedendolo così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che hanno delle ricchezze, entrare nel regno di Dio! 25 Perché è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio». 26 Quelli che udirono dissero: «Chi dunque può essere salvato?» 27 Egli rispose: «Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio».
28 Pietro disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato le nostre cose e ti abbiamo seguito». 29 Ed egli disse loro: «Vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figli per amor del regno di Dio, 30 il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nell’età futura la vita eterna».

IL CULTO

IL MESSAGGIO

Chi è l’illuso?
E’ colui che si nutre di speranze infondate, di pensieri e immaginazioni che non avranno un adempimento nella vita reale.
Il giovane ricco era appunto un illuso, dalle sue ricchezze e dal suo modo di essere.
I suoi principali atteggiamenti si dimostrarono nel fatto che:
– Vuole togliere valore all’opera di Cristo Gesù per guadagnarsi con le proprie opere la vita eterna.
– Pensava di essere giusto davanti agli occhi di Dio
– Pensò di poter fare a meno di Gesù, gli voltò le spalle e se ne andò

Viviamo in un mondo sempre più “virtuale” e ricco di illusioni, sempre più l’uomo tende a perdere il controllo tra ciò che è reale e ciò che non lo è.
Questo rischia di riflettersi anche all’interno della Chiesa, credenti che restano perenni sognatori su ciò che è spirituale senza riuscire mai a toccare con mano la pienezza del Signore.
La nostra fede non è virtuale, è vera, sicura e certa e come Chiesa siamo chiamati a vivere la realtà di Cristo, Dio non è un’illusione ma è reale e va conosciuto in tutta la Sua pienezza.
Se Dio ha messo nel nostro cuore un desiderio dobbiamo farlo crescere fino a vederlo concretizzato in Cristo Gesù, se una promessa è stata scritta nella Parola è per essere sperimentata nella realtà.
Come possiamo realizzarle? seguendo le giuste istruzioni:
– “Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto.” – Luca 11: 9
– “Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.” – Matteo 6:6
Gesù stesso, nonostante fosse il Figlio di Dio, per ricevere il favore del Padre si appartava spesso nel segreto e nella notte per pregare, tanto più è indispensabile che lo facciamo anche noi.
Cominciamo a vivere la nostra quotidianità cominciando a pensare come penserebbe Gesù se fossi li con noi.

Occorre porre molta attenzione a non pensar mai di poterci meritare le benedizioni di Dio per le opere che compiamo, in tal caso staremmo di per certo vivendo un’illusione.
Noi non saremo MAI in grado di meritare qualcosa davanti agli occhi di Dio, tutto ciò che otteniamo e realizziamo è solo per grazia e per l’opera di Cristo sulla croce.
Vuol dire che non siamo chiamati a svolgere opere? assolutamente no! Le dobbiamo svolgere perché fanno parte della strada stretta che abbiamo deciso di intraprendere per arrivare al cielo e perché ci consentono di esercitare la nostra fede.

“Cosa mi manca per arrivare alla promessa?” … solo la fede in Cristo Gesù!
Le promesse infatti per ciascuno di noi e nessuno si deve sentire escluso.
Probabilmente se stiamo chiedendo senza ricevere è perché stiamo dando poco valore al sacrificio di Gesù.

Spesso Dio viene accusato di essere lontano dall’uomo a tal punto da non voler rispondere più alle preghiere, la realtà è ben diversa.
Non è Dio che non risponde più ma è l’uomo (e la Chiesa) che si sono distaccati da Dio.
Si chiede sempre meno perdono per i propri peccati, ci si sente troppo giusti, si prega frettolosamente, si avverte meno la necessità di restare in comunione con Gesù.

Ricordiamoci che benedizione e rinuncia viaggiano sullo stesso binario, se sono Cristiano sono anche chiamato a santificarmi e quindi a rinunciare.
Del resto nulla può competere con la gioia che Gesù ci può dare quando rifiutiamo ciò che non è buono ai Suoi occhi.
Se vogliamo proseguire il cammino senza pesi sulle spalle dobbiamo scrollarceli via di dosso altrimenti ci affanneremo senza spesso muoverci nemmeno di un centimetro.
Vale la pena rinunciare alle ricchezze celesti per affaccendarsi nel benessere terreno?

Non accusiamo Dio e soprattutto “non minacciamolo” di allontanarci da Lui se ancora non ha risposto a una nostra richiesta, il giovane ricco voltò le spalle a Gesù ed Egli … non lo chiamo indietro.
Se ci allontaniamo dalla grazia di Dio rischieremo di passare tutta l’eternità “nel pianto e nello stridor di denti”.
Se stiamo con Dio non siamo noi a fargli un favore, ma è Lui che ci fa a noi un dono eterno.

Quindi … coraggio!
Ancora oggi Dio ci dà una buona notizia, il cielo è aperto e tutto è a nostra disposizione.
Stendiamo la nostra mano con fede per non vivere più di illusioni ma di concretezza, di realtà, la realtà di Cristo.

Dio ci benedica!