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Culto di Martedì 30 Gennaio 2018 – Possiamo recuperare ciò che pensiamo di aver perso!

Culto di Martedì 30 Gennaio 2018 – Possiamo recuperare ciò che pensiamo di aver perso!

Luca 18:35-43
Gesù guarisce un cieco
35 Com’egli si avvicinava a Gerico, un cieco che sedeva presso la strada, mendicando, 36 udì la folla che passava, e domandò che cosa fosse. 37 Gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno. 38 Allora egli gridò: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!» 39 E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!» 40 Gesù, fermatosi, comandò che il cieco fosse condotto a lui; e, quando gli fu vicino, gli domandò: 41 «Che vuoi che io ti faccia?» Egli disse: «Signore, che io ricuperi la vista». 42 E Gesù gli disse: «Ricupera la vista; la tua fede ti ha salvato». 43 Nello stesso momento ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Dio; e tutto il popolo, visto ciò, diede lode a Dio.

“Adagia la tua vita sull’altare!”

Culto di Domenica 28 Gennaio 2018 – “Adagia la tua vita sull’altare!”

LA PAROLA

Levitico 6: 1-6
1 Il SIGNORE parlò ancora a Mosè, e disse:
2 «Da’ quest’ordine ad Aaronne e ai suoi figli, e di’ loro:
“Questa è la legge dell’olocausto. L’olocausto rimarrà sulla legna accesa sopra l’altare tutta la notte, fino al mattino; e il fuoco dell’altare sarà tenuto acceso. 3 Il sacerdote indosserà la sua tunica di lino e si metterà delle mutande di lino a contatto con la pelle; toglierà la cenere dell’olocausto consumato dal fuoco sull’altare e la metterà accanto all’altare. 4 Poi si spoglierà delle vesti e ne indosserà delle altre e porterà la cenere fuori dal campo, in un luogo puro. 5 Il fuoco sarà mantenuto acceso sull’altare e non si lascerà spegnere; il sacerdote vi brucerà della legna ogni mattina, vi disporrà sopra l’olocausto, e sopra vi brucerà il grasso dei sacrifici di riconoscenza. 6 Il fuoco dev’essere mantenuto sempre acceso sull’altare, e non lo si lascerà spegnere.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

L’Antico Testamento è un’ombra di ciò che sarebbe accaduto nel Nuovo Testamento con e dopo la nascita di Gesù. Prima della morte di Cristo i sacrifici erano fatti a Dio mediante sangue animale e c’erano regole ben precise da seguire affinché potessero essere sacrifici graditi a Dio.

Oggi possiamo tutti godere del sacrificio che Gesù ha fatto una volta per tutte sulla croce, ma ciò non ci esime dal mettere sull’altare tutta la nostra vita per farla ardere dal fuoco dello Spirito Santo di Dio.

Dio non ha mai smesso di accendere il fuoco e uno dei compiti della Chiesa è proprio quello di non farlo spegnere. La sua discesa ha però senso solo se c’è qualcosa sull’altare da bruciare, se c’è una fede che vuole farsi alimentare, se c’è un io che vuole morire al mondo per vivere pienamente in Cristo. Dobbiamo infatti deporre tutto noi stessi sull’altare, la nostra carnalità, le nostre debolezze e il nostro peccato affinché possano essere consumati ed eliminati.

Nel giorno della pentecoste (Atti 2) il fuoco di Dio scese sui discepoli in modo glorioso; erano intimoriti, isolati e abbattuti per la morte di Gesù ma avevano scelto di deporre la propria vita sull’altare e Dio non tardò a rispondere riempiendoli di Spirito Santo, trasformandoli in discepoli forti e pronti a servire Cristo fino alla morte.

Possiamo notare nella scritture che i discepoli prima della pentecoste avevano dei comportamenti a volte sbagliati, il loro io e il loro orgoglio venivano spesso fuori nonostante camminassero “mano a mano” con Gesù. Con la pienezza dello Spirito Santo tutto cambia, l’umiltà prende il sopravvento e si mettono a completa disposizione di Dio arrivando addirittura a considerare la morte un guadagno (Filippesi 1:21).

Non andiamo a cercare fuochi esterni a Dio che potranno solo apparentemente scaldarci ma di per certo non saranno mai in grado di trasformarci. Spesso sull’altare poniamo solo i nostri problemi nella speranza che Dio possa risolverli, ma prima di tutto dovremmo porre tutta la nostra vita fidandoci completamente di Dio e del suo disegno perfetto, anche nella prova! Il fuoco della fornace ardente infatti non sarà mai più forte del fuoco di Dio che scende dal cielo, esso non ci potrà bruciare. D’altro canto porre le proprie condizioni a Dio significherebbe non alimentare più il fuoco ma piuttosto spegnerlo (1Tessalonicesi 5:19).

Il fuoco di Dio è in grado di purificare completamente la nostra vita andando a rinnovarla in tutto e per tutto, dalla legna alle pietre, dalla polvere all’acqua stagnante … ogni cosa brucerà e si consumerà! (1Re 18: 38)

Abbiamo oggi a disposizione il legno della croce di Cristo, l’olocausto che è Gesù stesso … ma il fuoco dov’è? E’ li pronto a scendere ma sta aspettando una vita pronta a farsi consumare, adagiamoci sull’altare con piena umiltà senza paure e timori ma con gioia di donarci completamente al Signore e la fiamma non tarderà ad arrivare!

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 23 Gennaio 2018

Culto di Martedì 23 Gennaio 2018

1 Re 18:30-39
30 Allora Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!» Tutto il popolo si avvicinò a lui; ed Elia riparò l’altare del SIGNORE che era stato demolito. 31 Prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale il SIGNORE aveva detto: «Il tuo nome sarà Israele». 32 Con quelle pietre costruì un altare al nome del SIGNORE, e fece intorno all’altare un fosso, della capacità di due misure di grano. 33 Poi vi sistemò la legna, fece a pezzi il toro e lo pose sopra la legna. 34 E disse: «Riempite quattro vasi d’acqua, e versatela sull’olocausto e sulla legna». Poi disse: «Fatelo una seconda volta». E quelli lo fecero una seconda volta. E disse ancora: «Fatelo per la terza volta». E quelli lo fecero per la terza volta. 35 L’acqua correva attorno all’altare, ed egli riempì d’acqua anche il fosso.
36 All’ora in cui si offriva l’offerta, il profeta Elia si avvicinò e disse: «SIGNORE, Dio d’Abraamo, d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo. 37 Rispondimi, SIGNORE, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o SIGNORE, sei Dio, e che tu sei colui che converte il loro cuore!»
38 Allora cadde il fuoco del SIGNORE, e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua che era nel fosso. 39 Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: «Il SIGNORE è Dio! Il SIGNORE è Dio!»

Culto di Domenica 21 Gennaio 2018 – Non grida di dolore ma di gioia!

Culto di Domenica 21 Gennaio 2018 – Non grida di dolore ma di gioia!

Isaia 40:6-10
6 Una voce dice: «Grida!»
E si risponde: «Che griderò?»
«Grida che ogni carne è come l’erba
e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo.
7 L’erba si secca, il fiore appassisce
quando il soffio del SIGNORE vi passa sopra;
certo, il popolo è come l’erba.
8 L’erba si secca, il fiore appassisce,
ma la parola del nostro Dio dura per sempre».
9 Tu che porti la buona notizia a Sion,
sali sopra un alto monte!
Tu che porti la buona notizia a Gerusalemme,
alza forte la voce!
Alzala, non temere!
Di’ alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!»
10 Ecco il Signore, DIO, viene con potenza,
con il suo braccio egli domina.
Ecco, il suo salario è con lui,
la sua ricompensa lo precede.

Michea 4:9
Schiavitù e liberazione d’Israele
Ora, perché gridi così forte?
Non c’è più nessun re dentro di te? Il tuo consigliere è forse perito,
al punto che l’angoscia ti colga come una donna che partorisce?

 

Culto di Martedì 16 Gennaio 2018 – Calma apparente!

Culto di Martedì 16 Gennaio 2018 – Calma apparente!

Salmo 17
Preghiera del giusto nella persecuzione
1 Preghiera di Davide.
O SIGNORE, ascolta ciò che è giusto, sii attento al mio grido;
porgi orecchio alla mia preghiera che non viene da labbra ingannatrici.
2 Dalla tua presenza venga alla luce il mio diritto;
gli occhi tuoi riconoscano la rettitudine.
3 Tu hai scrutato il mio cuore, l’hai visitato nella notte;
mi hai provato e non hai trovato nulla;
la mia bocca non va oltre il mio pensiero.
4 Quanto alle opere degli uomini,
io, per ubbidire alla parola delle tue labbra,
mi sono guardato dalle vie del violento.
5 I miei passi si sono tenuti saldi sui tuoi sentieri,
i miei piedi non hanno vacillato.
6 Io t’invoco, perché tu m’esaudisci,
o Dio;
inclina verso di me il tuo orecchio,
ascolta le mie parole!
7 Mostrami le meraviglie della tua bontà, o tu che con la tua destra salvi chi cerca un rifugio al riparo dai suoi avversari.
8 Abbi cura di me come la pupilla dell’occhio,
nascondimi, all’ombra delle tue ali,
9 dagli empi che vogliono la mia rovina,
dai nemici mortali che mi circondano.
10 Sono duri di cuore a causa delle loro ricchezze,
la loro bocca parla con arroganza.
11 Ora ci stanno accerchiando,
seguono i nostri passi;
ci spiano per abbatterci.
12 Il mio nemico sembra un leone che voglia sbranare la preda,
un leoncello che sta in agguato nei nascondigli.
13 Ergiti, o SIGNORE, affrontalo,
abbattilo;
liberami dall’empio con la tua spada;
14 liberami, con la tua mano,
dagli uomini, o SIGNORE, dagli uomini del mondo,
il cui compenso è solo in questa vita,
e il cui ventre tu riempi con i tuoi beni;
di questi si saziano i loro figli,
e lasciano il resto dei loro averi ai loro bambini.
15 Quanto a me, per la mia giustizia,
contemplerò il tuo volto;
mi sazierò, al mio risveglio, della tua presenza.

“Non offrire a Dio ciò che non costa!”

Culto di Domenica 14 Gennaio 2018 – “Non offrire a Dio ciò che non costa!”

LA PAROLA

2Samuele 24:18-25
Sacrificio offerto da Davide
18 Quel giorno Gad andò da Davide e gli disse: «Sali, erigi un altare al SIGNORE nell’aia di Arauna, il Gebuseo». 19 Davide salì, secondo la parola di Gad, come il SIGNORE aveva comandato. 20 Arauna guardò e vide il re e i suoi servitori, che si dirigevano verso di lui; Arauna uscì e si prostrò davanti al re, con la faccia a terra. 21 Poi Arauna disse: «Perché il re mio signore viene dal suo servo?» Davide rispose: «Per comprare da te quest’aia e costruirvi un altare al SIGNORE, affinché il flagello cessi d’infierire sul popolo». 22 Arauna disse a Davide: «Il re, mio signore, prenda e offra quello che gli piacerà! Ecco i buoi per l’olocausto; gli attrezzi per trebbiare e i gioghi dei buoi serviranno da legna. 23 Tutte queste cose, o re, Arauna te le dà». Poi Arauna disse al re: «Il SIGNORE, il tuo Dio, ti sia propizio!» 24 Ma il re rispose ad Arauna: «No, io comprerò da te queste cose per il loro prezzo e non offrirò al SIGNORE, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla». Davide comprò l’aia e i buoi per cinquanta sicli d’argento; 25 costruì là un altare al SIGNORE e offrì olocausti e sacrifici di riconoscenza.
Così il SIGNORE fu placato verso il paese, e il flagello cessò d’infierire sul popolo.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

Davide è in una situazione complicata, a causa di una sua trasgressione il popolo d’Israele si ritrova a fronteggiare l’ira di Dio attraverso una pesante pestilenza. Si rende conto di aver peccato e che, per una sua colpa, è il popolo innocente e pagarne le conseguenze; il suo grido si rivolge a Dio chiedendo di pagare “il danno” in prima persona (2 Samuele 24:1-17). Un uomo, Gad, portò a Davide la soluzione che Dio aveva preparato per lui, quella di costruire un altare. E’ in questo contesto che il re si rivolge ad Arauna chiedendo di acquistare tutto il necessario per portare a compimento il precetto di Dio, rifiutandosi di prendere quanto gli servisse in offerta, ma decidendo, al contrario, di acquistarlo affinché avesse un valore davanti al Signore.

Al posto di Davide noi come ci saremmo comportati? Avremmo rifiutato qualcosa che ci veniva data gratuitamente?

Oggi, il cristiano, desidera un Dio “in saldo” che costi poco se non nulla, spesso si sceglie di rinunciare solo a qualcosa di futile e superficiale, ma ciò che costa, ce lo teniamo ben stretto … anche se questo dovesse essere in contrasto con la Parola del Signore. Dio è lo stesso ieri, oggi e in eterno e richiede, come allora, una completa santificazione per poter elargire grazia e benedizioni traboccanti sul Suo popolo.

L’errore iniziale di Davide fu quello di confidare nell’uomo, nel proprio esercito e non più in Dio. L’ira che ne conseguirà deve essere per noi di grande monito, siamo chiamati ad aver fiducia solo nel Signore e non nel mondo; solo Dio potrà condurci per la strada giusta, del resto noi siamo le pecore e Lui il nostro Pastore e dobbiamo seguirlo! (Giovanni 21:22).

Dopo questo errore arriva, grazie a Dio, il rimorso per l’azione compiuta ed è in quel momento che prende in cuor Suo la decisione di pagare di propria tasca (non solo materialmente, ma anche spiritualmente) l’errore commesso affinché il popolo non venisse completamente sterminato come conseguenza del peccato (si, il peccato ha sempre una conseguenza negativa). Dio si compiace della decisione presa e la peste si ferma.

Spesso vogliamo offrire a Dio ciò che non abbiamo e che forse non avremo mai, ma in realtà il Signore vuole solo il nostro cuore nella sua interezza, non lasciamogli solo un piccolo spazietto, ma anzi scacciamo tutto ciò che non Gli è gradito affinché Egli possa abitare comodamente all’interno del nostro cuore.

La benedizione è già stata preparata, ma sta a noi cercarla e raccoglierla. Essere cristiani ha un costo ed è difficile, lo è stato nei tempi antichi, lo è oggi e ancora di più lo sarà domani, ma con Gesù e la Sua grazia saremo sempre più che vincitori. Gesù ce lo ha detto, se perderemo la nostra vita (con i costi che ne conseguono)…la salveremo (Marco 8:34-35).

Mettiamo Gesù al primo posto in ogni aspetto della nostra vita: in ogni scelta (dalla più piccola alla più grande), in ogni prova, in ogni momento di abbattimento spirituale…ed Egli ci fornirà la giusta via d’uscita. Solo con la fiducia in Cristo potremo godere di tutto ciò che Dio ha preparato per noi e il male non potrà interferire; anche le prove diventeranno per noi una grande benedizione!

Sforziamoci di dare a Dio ciò che per noi ha un costo, di perdonare di cuore chi ci ha ferito, di mettere da parte la propria ragione e il proprio orgoglio e di non guardare la montagna anche se può far paura, ma Gesù.
Dio è più grande dei nostri problemi e ha i Suoi tempi, dobbiamo solo aver pazienza ed attendere il Suo intervento come un agricoltore che, dopo aver arato e seminato, attende il germogliare del frutto (Giacomo 5:7).
Nel frattempo facciamo sì che il terreno del nostro cuore sia libero da ogni radice malvagia e da ogni pietra, affinché la pioggia possa scendere e far nascere il frutto.

Mettiamo Dio al primo posto, costi quello che costi, ed Egli ci benedirà!

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 09 Gennaio 2018 – Guardiamo con gli occhi di Gesù!

Culto di Martedì 09 Gennaio 2018 – Guardiamo con gli occhi di Gesù!

Matteo 9:35-38
35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse».

“Il servo di Dio deve piacere a Dio!”

Culto di Domenica 07 Gennaio 2018 – “Il servo di Dio deve piacere a Dio!”

LA PAROLA

Michea 3: 1-8
Rimprovero ai capi del popolo e ai falsi profeti
1 Io dissi: «Ascoltate, vi prego, o capi di Giacobbe,
e voi funzionari della casa d’Israele.
Non spetta a voi conoscere ciò che è giusto?
2 Ma voi odiate il bene e amate il male,
scorticate il mio popolo e gli strappate la carne dalle ossa.
3 Essi divorano la carne del mio popolo,
gli strappano la pelle di dosso,
gli spezzano le ossa;
lo fanno a pezzi come ciò che si mette nella casseruola,
come carne da mettere nella pentola».
4 Allora grideranno al SIGNORE,
ma egli non risponderà loro;
in quei giorni, egli nasconderà loro la sua faccia,
perché le loro azioni sono state malvagie.
5 Così parla il SIGNORE riguardo ai profeti che sviano il mio popolo
e che gridano: «Pace!» quando i loro denti hanno qualcosa da mangiare,
ma dichiarano la guerra santa contro chi non mette nulla nella loro bocca.
6 «Perciò si farà notte per voi e non avrete più visioni;
si farà buio e non avrete più divinazioni;
il sole tramonterà su questi profeti
e il giorno si oscurerà per loro.
7 I veggenti saranno coperti di vergogna, e gli indovini arrossiranno;
tutti si copriranno la barba,
perché non vi sarà risposta da Dio».
8 Ma, quanto a me, io sono pieno di forza, dello Spirito del SIGNORE,
di giustizia e di coraggio,
per far conoscere a Giacobbe la sua trasgressione
e a Israele il suo peccato.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

La Parola di Dio meditata oggi è tutt’altro che “leggera”, anzi è una Parola piuttosto dura, che mette alla luce quanto di errato potesse esserci nel messaggio dei falsi profeti ai tempi di Michea.
I tempi non sono cambiati e il nemico delle anime nostre continua a seminare falsità e nuove religioni con l’obiettivo di allontanare convertiti e non dall’unica verità, la Parola di Dio.
Molte sono le religioni guidate da falsi profeti che predicano una dottrina incompleta, errata e lontana dalla verità di Dio e il rischio di esserne risucchiati è alto se non restiamo ben aggrappati a Cristo e al Suo Vangelo.

Ben consci del fatto che alla Parola di Dio (formata dai 66 libri di Antico e Nuovo Testamento) nulla si può aggiungere e nulla si può togliere, dobbiamo restare legati alla completa verità e non a verità parziali o falsità ispirate dall’uomo e non da Dio (Deuteronomio 4:2), Gesù è lo stesso ieri oggi e in eterno (Ebrei 13:8) e la Sua Parola non passerà (Matteo 5:18 / Marco 13:31).

Da buoni servitori di Dio siamo chiamati a separarci da ciò che non proviene da Lui, probabilmente questo ci porterà a restare da soli, ma sempre fedeli al Signore, come Michea e tanti altri profeti di Dio che misero a repentaglio la propria stessa vita pur di rimanere fermi nella fede.
“Quanto a noi” il desiderio di Dio è che ancora oggi possa esserci un desiderio ardente di seguire Gesù e amare Lui e la Sua Parola in modo sviscerato, non ricercando l’approvazione degli uomini.

E’ vero, siamo salvati per grazia, ma siamo chiamati a restare fedeli alla Parola, ad odiare il peccato, combatterlo con tutte le nostre forze e ravvederci quando cadiamo: Dio sarà sempre pronto a rialzarci se restiamo nella Verità della Bibbia.
Attenzione a distinguere le debolezze dal peccato, l’azione sbagliata eseguita con volontà è sempre un peccato e non dobbiamo giustificarci nascondendoci dietro al nostro “Io”, bensì ravvederci.
L’odio verso il peccato e il ravvedimento ci porteranno a non vivere più di illusioni, ma di certezze (1 Corinzi 6:9-10).

Allontaniamoci dal falso Vangelo della prosperità, che punta ad arricchire falsi profeti e organizzazioni che da Dio sono ben lontani: Dio ci ha donato già il meglio, la vita eterna in Cristo Gesù, di cos’altro abbiamo bisogno? Certamente il pane sulla nostra tavola non mancherà mai perché Egli ha cura di noi, puntiamo quindi il nostro sguardo non sulle faccende di questa vita, ma su Gesù per non ritrovarci ed essere miseri (1 Corinzi 15:19).
Questa deve essere la nostra forza di fronte alle prove, la speranza della vita eterna!

Con la morte di Cristo il nostro “vecchio uomo” è morto ed oggi siamo pienamente vincitori in Gesù (Romani 8:31), sulla cui presenza potremo sempre contare e dal quale potremo ricevere nuove forze mediante lo Spirito Santo. Egli ci permetterà di vincere ogni avversità! (Esodo 17:8-16).

Michea è ripieno di Spirito Santo e non per compiere prodigi e miracoli, ma per convincere i non ravveduti (Giacobbe) delle loro trasgressioni e i figli di Dio (Israele) dei propri peccati. Anche noi dobbiamo ricercare la forza per poter parlare di più rispetto alle cose di Dio nella Chiesa e nel mondo. Non facciamoci prendere dalla paura degli uomini perché Dio è con noi, lasciamoci guidare dallo Spirito Santo. Se siamo ancora vivi su questa terra è per proclamare l’Evangelo.

Dio non farà mai differenze tra un uomo e un altro, siamo piuttosto noi con i nostri atteggiamenti e con la nostra fede a creare queste differenze, del resto Dio onora sempre chi lo onora (1 Samuele 2:30).

L’amore di Dio verso di noi è stato dimostrato nel fatto che Egli ci ha preso così come eravamo e ancora oggi ci trasforma, se noi glielo permettiamo, per renderci sempre più simili a Gesù!
Gloria a Dio!

Dio ci benedica!

Culto di Martedì 02 Gennaio 2018 – Non essere scoraggiato, continua a fare il bene!

Culto di Martedì 02 Gennaio 2018 – Non essere scoraggiato, continua a fare il bene!

Galati 6: 1-10
La vita nuova in Cristo
1 Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato. 2 Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo. 3 Infatti se uno pensa di essere qualcosa pur non essendo nulla, inganna se stesso. 4 Ciascuno esamini invece l’opera propria; così avrà modo di vantarsi in rapporto a se stesso e non perché si paragona agli altri. 5 Ciascuno infatti porterà il proprio fardello.
6 Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce.
7 Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. 8 Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. 9 Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. 10 Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede.