“Nel nome di Gesù, quello che ho te lo do!”

Culto di Domenica 25 Marzo 2018 – “Nel nome di Gesù, quello che ho te lo do!”

LA PAROLA

Atti 3: 1-11
Guarigione di uno zoppo
1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l’elemosina. 4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.
9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

La condizione dello zoppo ci parla di ciò che eravamo PRIMA di conoscere il Signore e, dopo la guarigione, rappresenta anche ciò che siamo diventati DOPO aver ricevuto la grazia di Dio.
Egli veniva “deposto” per ore presso la porta del tempio, un’azione di certo non gradevole e una vera e propria condizione d’arresa alla propria condizione.
Pietro e Giovanni non avevano nulla di materiale da potergli dare MA erano ripieni di Spirito Santo, l’unica cosa necessaria per far guarire l’uomo zoppo e donargli una nuova vita in Cristo, del resto il suo reale bisogno non era economico ma spirituale oltre che fisico.

Anche noi eravamo “deposti” presso la porta “bella” del mondo, schiacciati in basso dal peccato, dal nostro io, in condizioni pessime e indipendenti da ciò che c’era intorno a noi … spiritualmente parlando eravamo in cerca di elemosina.
Oggi Dio ci invita a fare attenzione perché ci ha già rialzato una volta e sa che ci sarà sempre qualcuno o qualcosa pronto a farci cadere in basso, le prove, le difficoltà, il peccato, le vicissitudini di questo mondo, le persecuzioni, le derisioni possono spingerci a terra ma è proprio in quel momento che dobbiamo dare gloria a Dio per elevarci ancora più in alto e poter ancora benedire noi stessi e gli altri.
I pesi non mettiamoceli sulle spalle convinti di essere sufficientemente forti per trasportarli ma mettiamoceli sotto i piedi affinché ci siano di aiuto nell’elevarci verso l’alto.
Pietro camminò sulle acque (sinonimo di problemi, tribolazioni, prove ecc) perché si fece tenere a galla dalla grazia di Dio e nonostante il mare impetuoso, fino a quando mantenne lo sguardo su Cristo, non sprofondò.

C’è solo un luogo in cui dobbiamo deporre l’intera nostra vita ed è alla presenza del Signore, non soltanto dopo un bel culto o una benedizione “particolare” ma OGNI GIORNO; spesso siamo ostinati, scendiamo a compromessi con il mondo e quando Cristo ci chiede di deporre il nostro io, le nostre ragioni annichilendo noi stessi non sempre lo accettiamo di buon grado.

Pietro e Giovanni avevano la pienezza dello Spirito Santo da condividere con gli altri e non fecero finta di nulla, non si tirarono indietro, tutt’altro! Anche intorno a noi sono tante le persone deposte presso la porta bella (in famiglia, al lavoro o nella stessa chiesa), ci tendono la mano e spesso possiamo solo limitarci a dar loro l’elemosina perché in fondo in fondo non abbiamo altro da dargli, chiediamoci quindi con estrema franchezza: cosa stiamo dando e possiamo dare agli altri?
La nostra priorità è presentare Gesù, forse rifiuteranno ma a noi sta di dargli Gesù IN QUEL PRECISO MOMENTO.

Forse ci siamo resi conto di essere a terra, di aver toccato il fondo ma in questo modo stiamo affermando che Gesù non ha fatto nulla per noi; OGGI STESSO rialzati e man mano che andrai verso l’alto vedrai la croce di Cristo, è quello il luogo giusto dove deporre la tua intera vita e di per certo il dolore sarà mutato in allegria, la guerra in pace, il vento si calmerà e finalmente sarai tu a portare agli altri Gesù.

Coraggio quindi! Dio non chiede altro che fidarci completamente di Lui e deporre la nostra intera vita ai piedi Suoi per essere innalzati gloriosamente in alto.

Dio ci benedica!