“Perdono sì, ma con pentimento!”

Culto di Domenica 29 Ottobre 2017 – “Perdono sì, ma con pentimento!”

LA PAROLA

Matteo 21: 28-32
Parabola dei due figli
28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: “Figliolo, va’ a lavorare nella vigna oggi”. 29 Ed egli rispose: “Vado, signore”; ma non vi andò. 30 Il padre si avvicinò al secondo e gli disse la stessa cosa. Egli rispose: “Non ne ho voglia”; ma poi, pentitosi, vi andò. 31 Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L’ultimo». E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio. 32 Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto; e voi, che avete visto questo, non vi siete pentiti neppure dopo per credere a lui.

IL CULTO

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IL MESSAGGIO

E’ sempre un buon momento per ravvederci davanti a Dio per i nostri peccati e poter così ricominciare a camminare insieme a Lui. Di per certo la richiesta di perdono è una cosa buona, ma deve essere accompagnata da un sentito pentimento, letteralmente “provare dolore o rimorso per il male fatto”.
Dio chiede alla sua Chiesa di presentarsi a Lui con un cuore realmente pentito per poter godere i benefici delle Sue benedizioni e il completo effetto del perdono; Egli riverserà su di noi tutto il Suo amore e la Sua grazia, del resto Dio non ha mai respinto chi si è presentato a Lui con un cuore ravveduto.

Il vero pentimento NON ha giustificazioni, non cerca di trovare scusanti ad un proprio comportamento sbagliato, anzi ci porta ad un vero e proprio cambiamento nei confronti di chi è stato oggetto del nostro errore. Giustificarsi è un po’ come accusare Dio rispetto a ciò che Egli ha permesso nella nostra vita, in realtà stiamo solo raggirando la necessità di pentirci realmente.
Voler ricevere il perdono di Dio senza ravvedersi è un po’ come lavarsene le mani (Matteo 27:24) e ogni giustificazione ci allontana sempre di più da Lui, al contrario, con il pentimento non possiamo che avvicinarci sempre di più.

Cosa vuol dire pentirsi? Non è solo l’atto di confessare il proprio peccato ma, soprattutto, la decisione di cambiare se stessi, facendo morire il proprio Io, per abbandonarlo definitivamente. (vedere Zaccheo e il suo immediato pentimento in Luca 19:8).
Senza un reale pentimento il rischio è quello di illudersi di aver ottenuto il perdono da parte di Dio. Tuttavia dobbiamo stare attenti, poiché è facile chiedere perdono, ma è molto più difficile pentirsi del peccato commesso.
Il pentimento ci porterà a godere di tutte le ricchezze di Dio, anzi, saremo di per certo più benedetti rispetto a prima, un po’ come il figlio prodigo che torna da suo padre dopo essersi ravveduto in Luca 15: 21-24.

E’ fondamentale saper riconoscere i nostri errori, superare il nostro orgoglio e dire “Ho sbagliato!”. È probabilmente più facile chiedere il solo perdono, ma non dimentichiamoci che lo sguardo del Signore è su quelli che hanno lo spirito contrito, addolorato, afflitto (Isaia 66: 2).
Sbagliamo in tante cose e dobbiamo saperci pentire in tante cose, Dio ci giustificherà SEMPRE, non ci punterà il dito contro, anzi, lavorerà alla nostra vita per trasformarci ancora.
Non sentiamo più la presenza di Dio? Forse l’orgoglio ha fermato il ravvedimento, che Dio possa aiutarci ad essere umili come fu umile Gesù che, nonostante fosse senza peccato, si battezzò indicandoci la via da seguire.

Quando c’è vero pentimento diventiamo come Abramo e la nostra intercessione viene ascoltata da Dio (Genesi 18: 22-33). Dobbiamo essere ancora oggi capaci di “arrossire” di fronte al peccato (Geremia 6:15) per poterci presentare a Dio con un cuore contrito.
Coraggio fratelli e sorelle, siamo salvati per grazia..il peccato di ieri è stato cancellato, ma ancora oggi abbiamo bisogno di essere lavati dal sangue di Gesù che ci giustifica completamente solo a seguito di un reale pentimento; Il Suo profondo amore, davanti al nostro reale dolore, interverrà di sicuro e ci saprà ancora una volta sollevare e trasformare rendendoci sempre più simili a Lui!

Dio ci benedica!